LE FOTO. Ledro Land Art riparte dopo il Covid: tre le nuove opere. “Ora vogliamo creare un’impresa culturale per dare lavoro ai giovani del posto”
Nel percorso artistico di Ledro Land Art sono state realizzate tre nuove opere che hanno coinvolto cinque artisti italiani. Ora lo spazio pensa in grande e punta sulle attività all’aria aperta: “Vogliamo offrire un servizio dando lavoro ai giovani”

LEDRO. Prima la furia della tempesta Vaia poi il lockdown imposto dal coronavirus, eppure nonostante le difficoltà sotto la guida di Massimiliano Rosa, curatore dello spazio artistico, Ledro Land Art ha proseguito con le sue attività, riparando le opere danneggiate e riuscendo (puntualmente, come ogni anno) a crearne di nuove. “Credo che questo sia uno dei luoghi più apprezzabili per quanto riguarda il rapporto che si sviluppa fra arte e natura. Inoltre – osserva Rosa – essendo all’aperto è più facile rispettare le norme anti-Covid”.
Sono tre i nuovi progetti completati nel 2020, selezionati tramite un bando internazionale, e che ora trovano spazio nella pineta di Pur, poco distante dal lago di Ledro. “Sign O’ The Times” è forse la creazione più riconoscibile visto che si tratta di un gallo e quattro galline (in formato extra-large) realizzate da Matteo Cretti. Quest’opera vuole essere un richiamo alla ruralità, alla tutela delle tradizioni, un simbolo dei tempi che cambiano e delle tradizioni che stanno scomparendo.

Il “Volario Antropoietico”, invece è la creazione “a quattro mani” di Valentina Grossi e Simone Mulazzani. Si tratta di un elaborato intreccio di rami di nocciolo disposti in modo da ricreare la struttura di un nido, che riflette i concetti habitat, habitus e rapporto uomo-natura.. L’opera è stata realizzata integralmente utilizzando materiale naturale trovato in loco.

A chiudere il tritico “Incontri ravvicinati” di Giulio Valerio Cerbella e Luisa Benevieri, un’opera che riproduce l’incontro di una persona con un oggetto volante non identificato. Con questa istallazione si è voluto ironicamente sottolineare la natura umana dei contatti tra persone, resa ancora più lampante dall’emergenza covid-19. Un modo originale per ricordare che il rispetto è prerogativa per ogni tipo di contatto, perfino per quello con esseri di altri pianeti.

Le attività di Ledro Land Art però non si fermano qui, anzi quest’anno raddoppiano, nel rispetto dell’emergenza sanitaria infatti vengono proposte una serie di uscite che comprendono passeggiate, laboratori workshop e visite guidate, anche in lingua straniera (QUI l’elenco completo). “Abbiamo vinto il bando Generazioni grazie al quale abbiamo fatto partire i primi progetti. Tutte questa attività – afferma il curatore – puntano a costruire un’impresa culturale”.
Un modo per dare lavoro e far conoscere ancora di più il percorso artistico: “Luoghi come Ledro Land Art – conclude Rosa – devono necessariamente autosostenersi, possibilmente creando lavoro. La formula dell’impresa culturale può essere una soluzione per offrire un servizio ma soprattutto per creare posti di lavoro per i giovani attraverso le realtà culturali della Valle di Ledro”.

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