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| 10 giu 2020 | 18:27

Le foto: “Sul Monte Baldo, candidato Unesco, si punta ancora sulle piste da sci”, Degasperi punta il dito contro i nuovi lavori che deturpano l’ambiente

All’interno del comprensorio della Polsa-San Valentino (1100 metri di quota) sono partiti i lavori di sbancamento del terreno che dovrebbero interessare le piste da sci del Monte Baldo. Degasperi: “È ormai da tempo che le stazioni sciistiche a bassa quota non fanno più economia è ora di ripensare questo tipo di investimenti”

“Sul Monte Baldo, candidato Unesco, si punta ancora sulle piste da sci”
di Redazione

BRENTONICO. L’emergenza climatica sta imponendo delle scelte drastiche, così in diverse parti del mondo si stanno ripensando investimenti e metodi di approccio cercando di coniugare lo sviluppo economico con la conservazione dell’ambiente. In questo senso il Trentino non si sta dimostrando sicuramente tra i territori più sensibili all’argomento, basti pensare che fra i primi investimenti per il post-covid la giunta Fugatti ha scelto di stanziare 4 milioni di euro per l’impianto sciistico di Bolbeno, a 600 metri di quota.

 

“È ormai da tempo che le stazioni sciistiche a bassa quota non fanno più economia – osserva il consigliere di Onda Civica Filippo Degasperi – come dimostrano i ripetuti dissesti finanziari delle società impiantistiche e la necessità di cospicue e continue iniezioni di denaro pubblico per la sopravvivenza. Per sostenere l’attività dello sci da discesa – aggiunge – gli impianti e i relativi costi sono passati in capo a Trentino Sviluppo che li affitta a una società privata”.

 

Secondo il consigliere provinciale il comprensorio della Polsa-San Valentino non farebbe eccezione “viste l’altitudine modesta – da 1100 a 1600 metri, sottolinea Degasperi – la latitudine e il microclima gardesano in cui è inserito è forse uno di quelli più colpiti dal mutamento degli inverni e delle preferenze degli sciatori”.

 


 

Eppure, nonostante il Monte Baldo sia interessato da un parco naturale locale e sia stato candidato ad entrare nel Patrimonio Unesco sono stati avviati una serie di lavori collegati alle piste da sci presenti sulla montagna: “Si tratta di iniziative discutibili che poco hanno a che vedere con il rispetto dell’ambiente e con una strategia di sviluppo che valorizzi le peculiarità naturali e paesaggistiche della zona anziché devastarle”, accusa il consigliere di Onda Civica.

 


 

Lo scorso autunno infatti, sono stati avviati i lavori di sbancamento del terreno che servirebbero per modificare le pendenze delle piste da sci: “Vien da chiedersi quale sia lo scopo di una simile iniziativa che, di certo, non potrà trasformare le piste di una località posta a 1100 metri di quota nel Trentino meridionale e nemmeno invertire la tendenza al calo di precipitazioni nevose”.

 


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