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A maggio riapre la caccia a Bolzano, il Wwf: "Nel 2020 uccisi 764 animali inseriti nella Lista rossa delle specie in pericolo"

Secondo quanto riportato dalla sezione bolzanina dell'organizzazione di difesa dell'ambiente e delle specie in pericolo, in Alto Adige lo scorso anno sono stati in tutto oltre 26mila gli animali selvatici abbattuti, di cui quasi 800 appartenevano a specie 'in pericolo'. Wwf Bolzano: "Abbandonate i fucili ed imbracciate i binocoli, la caccia danneggia la natura e le persone"

Di F.S. - 29 aprile 2021 - 17:01

BOLZANO. Sarebbero 764 in tutto gli animali inseriti nella Lista rossa delle specie in pericolo abbattuti l'anno scorso in Alto Adige durante l'attività venatoriaWwf Bolzano: "In un territorio già provato dal punto di vista ambientale, la caccia rappresenta un'ulteriore aggressione alla fauna". 

 

In tutto gli animali abbattuti sul territorio altoatesino nel 2020 sarebbero stati 26.165. "Dalle statistiche delle uccisioni pubblicate dall'Ufficio caccia e pesca della Provincia - scrive il Wwf - le specie maggiormente colpite sono i caprioli (7.851), i cervi (4.259), i camosci (3.133), le volpi (2.586) e le lepri (1.378)". A seguire ci sarebbero le marmotte, con 1281 esemplari abbattuti.

 

Tra gli animali abbattuti però, denuncia l'organizzazione per la tutela dell'ambiente: "Ci sono anche 764 animali inseriti nella Lista rossa delle specie in pericolo in Alto Adige: 21 stambecchi, 190 lepri alpine, 3 fagiani, una marzaiola, 2 alzavole, 135 beccacce, 289 fagiani di monte, 22 coturnici e 104 pernici bianche". Nelle Liste rosse, redatte dall'Unione internazionale per la conservazione della natura, vengono categorizzate le specie presenti nei vari territori in base al loro stato di conservazione in natura.

"Anche quest'anno - continua Wwf Bolzano - dal primo maggio i cacciatori altoatesini potranno imbracciare i fucili per sparare a caprioli e cervi, da agosto ai camosci, seguendo a settembre e ad ottobre cinghiali, volpi, lepri, lepri alpine, marmotte e numerose specie di uccelli. La stagione venatoria durerà nove mesi e terminerà il 31 gennaio del prossimo anno. In un territorio già provato dall'agricoltura intensiva dalla crescente cementificazione, da una fitta rete stradale, dalla perdita di habitat naturali e dai cambiamenti climatici, la caccia rappresenta un'ulteriore aggressione alla fauna. Senza contare che attraverso l'uso di munizioni in piombo vengono avvelenati l'ambiente e i rapaci". Una problematica quest'ultima sempre più diffusa e documentata negli ultimi anni (Qui Articolo).

 

A pochi giorni dalla riapertura della stagione di caccia, l'invito della Lega antivivisezione italiana e del Wwf ai cacciatori è quindi di "abbandonare i fucili e imbracciare binocoli e macchine fotografiche per osservare gli animali liberi in natura invece di ucciderli. Oggi più che mai gli animali selvatici e la natura hanno bisogno di rispetto". 

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