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Api in Trentino, come aiutare questi preziosi insetti? "Iniziamo sostenendo gli apicoltori". Intanto un 2020 positivo per la produzione di miele

Rispetto al 2019, il 2020 è stato un anno positivo in Trentino per la produzione di miele e il benessere delle api. Di questo insetto, però, dobbiamo avere particolare cura. Gli dobbiamo infatti moltissimo, a partire dall'impollinazione senza la quale circa l'85% delle colture mondiali non finirebbero nei nostri piatti. Facchinelli, presidente dell'associazione apicoltori trentini: "Se le aziende apistiche non vengono appoggiate è chiaro che il numero di api andrà a diminuire"

Di Chiara Crea - 09 febbraio 2021 - 17:57

TRENTO. Che la situazione circa le api nel mondo sia, ormai da alcuni anni, precaria e non del tutto rosea, non è certo un mistero. Uno studio recentemente pubblicato sul One Earth sottolinea come, ad esempio, dal 2006 al 2015 sia stata registrata la scomparsa di ben un quarto sulle oltre 20.000 specie degli insetti impollinatori conosciute (rispetto ai dati risalenti al 1990).

 

Non è difficile immaginare come un problema di tale portata potrebbe non solo arrivare a mettere in ginocchio le aziende apistiche e gli stessi apicoltori, ma anche influire sul benessere dell'intera specie umana. L'85% delle colture mondiali dipende infatti dall'operato delle api.

 

L'impollinazione di questo insetto è infatti fondamentale per il circolo naturale e il loro operato gioca un ruolo cruciale nel mantenimento della biodiversità. Grazie a questo piccolo e laborioso insetto è garantita la coltivazione di un'alta percentuale di frutta, verdura e cereali.

 

Le cause riconducibili alla progressiva scomparsa delle api sono molteplici, ma è importante sapere che l'uomo sta contribuendo per ridurre questo fenomeno. Da una parte è vero che in Europa uno dei fattori che ha contribuito maggiormente è l’acaro parassita varroa (Varroa destructor), che - anche in Italia - ha determinato la distruzione di innumerevoli alveari; dall'altra l'uso di pesticidi e fitofarmaci è diventato uno dei maggiori nemici dell'ape.

 

Ma com'è la situazione in Trentino? "Per quanto riguarda la produzione di miele - ha spiegato Marco Facchinelli, presidente dell'associazione apicoltori trentini - abbiamo avuto una stagione 2019 che ha segnato un record storico negativo, il maltempo primaverile aveva infatti causato la perdita di circa l'80% di miele".

 

"Nel 2020 ci siamo in parte confortati perché abbiamo iniziato a produrre nuovamente con un buon ritmo. Questo è un ottimo segnale che indica lo stato di salute dell'insetto".

 

Una storia che sembra avere un lieto fine, ma la strada per arrivare a dare a questi insetti fondamentali la giusta importanza che meritano è ancora lunga. "Le api sono allevate dagli apicoltori, non dobbiamo dimenticarlo", continua Facchinelli. "Se le aziende apistiche non vengono appoggiate è chiaro che il numero di api andrà a diminuire. Tutte le azioni intraprese, dalla classe politica e dai vari organi istituzionali, devono essere volte a sostegno di queste aziende".

 

"Abbiamo chiesto aiuto più volte degli aiuti ai politici di riferimento, non soltanto a livello trentino, ma anche nazionale ed europeo, ma finora non è arrivato alcun vero aiuto, le aziende vengono lasciate sole. Non basta qualche milione di euro, c'è bisogno di interventi costanti nel tempo".

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