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| 20 mag 2021 | 13:01

Giornata delle api, ecco spiegata la loro vita breve ma intensa da guardiane a bottinatrici, passando per ancelle della regina

Nella Giornata mondiale delle api, è importante ricordare quanto preziosi questi insetti siano per la nostra vita. Il 75% del cibo che mettiamo sul nostro piatto, infatti, è frutto del lavoro di impollinazione da parte delle api. Tanto preziosi, però, quanto affascinanti. Ecco una panoramica di quella che è la vita di un'ape operaia in azione nei frenetici mesi estivi. Dalla nascita all'eroica morte per sfinimento

di Lucia Brunello

TRENTO. Le api sono insetti straordinari, e noi esseri umani dovremmo riconoscerlo ogni giorno. Queste creature sono affascinanti sotto ogni punto di vista: se non fosse per loro, innanzitutto, i nostri piatti non sarebbero colmi di cibo come lo possono essere ora. Anzi, dovremmo dire addio ad alimenti che noi consumiamo ogni giorno come mele, pomodori, carote, ma anche zucchine, mandorle, kiwi e molti altri. Del resto le api garantiscono la presenza in natura di oltre 400 diversi tipi di piante. 

 

Dal punto di vista ambientale, quindi, non si può discutere sulla fondamentale importanza di questo prezioso insetto, capace di salvaguardare la biodiversità del nostro pianeta oltre ad essere indicatore della qualità dell'aria e della presenza di agenti inquinanti. Non per nulla sono definite “sentinelle dell’ambiente”. Ma se proprio vogliamo lasciarci affascinare totalmente, allora dobbiamo entrare nella loro 'casa', le arnie, per osservare e capire l'ordinata gerarchia e divisione dei compiti che c’è in ogni “confusionario” e rumoroso alveare.

 

E se vi dicessi che un’ape operaia durante la sua breve vita di circa 40 giorni, cambia ben 8 ruoli diversi passando da essere una ‘pulitrice’ ad 'esploratrice' passando per 'guardiana'? L'ape operaia infatti non nasce con un compito ben preciso da svolgere per tutta la sua esistenza, ma in base alla sua 'età' e alle diverse esigenze dell’alveare potrà ricoprire diverse mansioni.

 

Di questo e delle api operaie (non dei fuchi e dell'ape regina) parleremo nelle prossime righe. In un articolo avevamo spiegato il curioso ‘linguaggio’ che le api utilizzano per comunicarsi a quale distanza e in che direzione si trova la fonte di cibo più interessante (ecco qui l'articolo), mentre ora partiremo da più indietro. Dal giorno della loro nascita.

 

Un’ape operaia nasce dopo 21 giorni di metamorfosi attraversando ben 5 fasi (da uovo a larva, a opercolata a prepupa e infine a pupa) il tutto trascorso all’interno della propria cella nel favo, dove riceve come nutrimento un mix di miele e polline (i primi due giorni anche pappa reale) dalle altre api. Al 21esimo giorno, quando è la metamorfosi di pupa può dirsi conclusa, l’ape taglia l’opercolo della cella con le proprie mandibole e così sfarfalla come giovane esemplare.

 

Ma anche se appena nata, l’ape non ha tempo da perdere, perché conosce già il suo primo compito: diventare 'ape pulitrice' e quindi ripulire la sua e le altre celle di covata. Queste, dopo essere state pulite, saranno pronte ad ospitare le uova deposte dalla regina. Tra i compiti che rientrano in quelli dell’ape pulitrice, vi sono anche quello di rimuovere di intrusi e api morte dall’arnia, detriti e altri materiali estranei.

 

Dopo 3 giorni, è tempo di cambiare attività, e diventare 'ape nutrice' delle larve. La curiosità è che in questa fase le nutrici possono alimentare sono con miele e polline, in quanto le ghiandole che producono la pappa reale non sono ancora sviluppate.

 

Dopo 7 giorni, è il momento di cambiare mansione e diventare 'ape ceraiola'. Le api, che in questa fase hanno raggiunto i 10 giorni di vita, hanno sviluppato le ghiandole che gli permettono di produrre la cera così da costruire e riparare i favi.

 

Un altro compito importante che iniziano a ricoprire in questa fase, di sicuro tra quelli più fondamentali, è quella di 'ancelle' della regina. Essa, infatti, in qualunque momento necessiti di cibo o di essere pulita, chiama le operaie più vicine tramite l’emissione della proboscide.

 

Inoltre, tra i 12 e 13 giorni di vita, le api diventano, oltre che 'ceraiole', anche 'becchine'. Questi insetti sanno quanto importante sia eliminare le api morte all’interno dell’alveare per mantenere alto il livello di igiene della colonia.

 

Dopo il 16esimo giorno di vita, l’ape diventa 'magazziniera'. In questa fase la sua preoccupazione sarà quella di 'riceve' il nettare e il polline raccolto dalle compagne operaie per poi riporlo all’interno dei favi.

 

A questo punto il momento del primo volo dell’ape si avvicina, ma prima questa dovrà svolgere alcune ultime mansioni. Prima diventerà 'ape guardiana', posizionandosi all’entrata dell’arnia e assicurandosi che non vi sia l’intrusione di api di altri alveari o di altri aggressori, e poi 'ape ventilatrice', compito, questo, che si concluderà intorno al suo 20esimo giorno di vita. Il ruolo della ventilatrice è molto importante: ventilando, infatti, le api mantengono stabile la temperatura all’interno dell’alveare.

 

A questo punto è arrivato il grande momento: è tempo di uscire dall’alveare per occuparsi della raccolta di nettare, polline, propoli e acqua, tutte sostanze necessarie per la sopravvivenza della colonia e quindi della regina. In questo momento le api diventano 'bottinatrici', anche se in alcune fasi si comporteranno da 'esploratrici'. Quest’ultime volano fuori dall’alveare per localizzare le migliori risorse di cibo, per poi rientrare e comunicare le posizioni di queste attraverso delle danze speciali che potete scoprire cliccando qui

 

L'ape bottinatrice inizia così a volare fuori dall'alveare ogni giorno, spostandosi fino ad un raggio di 3 chilometri per raccogliere tutti i nutrimenti necessari. La vita media di un’ape durante la primavera-estate è di circa 40 giorni, ma questo dato può variare in base alla stagione in cui nasce. Un’operaia invernale, infatti, può vivere fino a 6 mesi.

 

Studi scientifici hanno dimostrato che l'ape operaia completa durante la sua ultima fase da 'bottinatrice' il ciclo della propria esistenza. Infatti, dopo una 'breve' ma intensissima vita laboriosa, l'ape muore eroicamente per sfinimento durante il suo ultimo giro di ricognizione di visita ai fiori. Grazie api per il lavoro che fate.

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