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"Salviamo api ed agricoltori", lettera ai ministeri per tagliare l'uso di pesticidi e salvaguardare la biodiversità

Nella lettera aperta delle associazioni italiane aderenti all'Ice si chiede alle istituzioni di mantenere la strategia europea e di arrivare entro il 2030 a ridurre del 50% l'utilizzo di fitofarmaci in agricoltura. "Il 37% delle popolazioni di api selvatiche sta diminuendo drasticamente" 

Pubblicato il - 30 marzo 2021 - 19:58

TRENTO "Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita” è una delle frasi più famose attribuiteerroneamente – ad Albert Einstein, il genio tedesco che ha rivoluzionato il mondo della fisica oltre 100 anni fa.

 

A prescindere dall’attribuzione però, la citazione contiene un fondo di verità: certo non ci vorrebbero quattro anni, ma senza insetti impollinatori la catena di produzione del cibo a livello mondiale sarebbe a rischio.

 

A ripeterlo è l’alleanza di associazioni italiane aderenti all’Iniziativa dei cittadini europei Salviamo api ed agricoltori, con una lettera aperta indirizzata tra gli altri al ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, a quello della Transizione ecologica Roberto Cingolani ed a quello della Salute Roberto Speranza. Nel testo si richiede alle istituzioni l’impegno per la salvaguardia “degli insetti impollinatori, una componente importante della nostra biodiversità che garantisce un servizio ecosistemico fondamentale per il nostro benessere e l’economia, l’impollinazione” contro il massiccio utilizzo di fitofarmaci in agricoltura.

 

La lettera arriva in un momento in cui la biodiversità a livello mondiale, oltre che dall’uso intensivo di pesticidi, è sempre più minacciata anche dal cambiamento climatico, dall’inquinamento e dalla deforestazione. “Su scala globale – si legge nella lettera – più del 40% delle specie di impollinatori invertebrati rischiano di scomparire, mettendo a rischio l’equilibrio ecosistemico ed il servizio per la società umana che da esso dipende”. E la situazione non va meglio in Europa, dove “quasi la metà delle specie di insetti è in grave declino ed un terzo è in pericolo di estinzione, il 37% delle popolazioni di api selvatiche sta diminuendo drasticamente ed il declino della popolazione di farfalle è arrivato al 31%”.

 

Per inquadrare meglio l’effettiva portata del “servizio gratuito” che gli insetti impollinatori ci forniscono, basta pensare che l’88% delle piante selvatiche da fiore nel mondo dipende – almeno in parte – dall’attività animale, come il 70% circa delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale. “In Europa – si legge nel documento – la produzione di circa l’84% delle 264 specie coltivate dipende dall’attività degli insetti impollinatori”. La causa principale del declino nel numero di insetti impollinatori, secondo “numerose ricerche scientifiche, la Commissione europea e la Corte dei conti europea” sarebbe da ricercare nell’utilizzo di pesticidi chimici in agricoltura.

 

L’impollinazione dei fiori, da cui dipende il 35% della produzione agraria mondiale, ha un valore economico stimato di oltre 153 miliardi di euro l’anno. In Italia nel 2012 il valore della produzione agricola di mele, pere e pesche è stata di oltre 473 milioni di euro, di cui quasi 57 sono stati direttamente dipendenti dall’impollinazione”. Un capitale enorme, che la Commissione Europea ha deciso di salvaguardare tramite due strategie (“Farm to fork” e “Biodiversità 2030”) che puntano a ridurre del 50% l’utilizzo di pesticidi in tutta l’Unione entro il 2030.

 

“Ad oggi sono oltre 520 mila i cittadini europei, di cui 20 mila italiani hanno già sottoscritto l’Ice Salviamo api ed agricoltori” che punta ora ad arrivare al milione di firme entro giugno di quest’anno, anche in vista dei fondi che verranno destinati alla transizione verde all’interno del Next Generation Eu. “Auspichiamo che tutti i decisori politici nazionali – si chiude la lettera – non perdano l’occasione di realizzare la transizione ecologica della nostra agricoltura, liberandola dai pesticidi, come presupposto per la crescita sociale ed economica sostenibile del nostro paese”.

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