Caccia al cinghiale, la Lombardia come il Trentino: “Stop al parere preventivo di Ispra e risarcimenti al 100%”
L’assessore all’agricoltura lombardo chiede all’Ispra di poter aumentare gli abbattimenti sui cinghiali: “Abbiamo cambiato la legge per consentire la caccia tutto l’anno anche con visore notturno e foraggiamento e permettiamo agli agricoltori abilitati di abbattere i cinghiali sui terreni danneggiati”

MILANO. Recentemente la Giunta leghista del Trentino ha approvato le nuove linee guida per la gestione degli orsi. Fra le novità introdotte in materia di rimozioni (abbattimento e cattivazione permanente) è stato eliminato il parere preventivo (e vincolante) dell’Ispra che d’ora in avanti sarà sufficiente interpellare anche se poi la politica potrà decidere da sé.
A quanto pare pure la Regione Lombardia vuole seguire le orme trentine e, in materia di caccia al cinghiale, ha chiesto lo stop al parere preventivo di Ispra per i piani di contenimento della specie e risarcimento al 100% per gli agricoltori da parte dello Stato per i danni subiti dalla fauna selvatica. Le proposte sono state lanciate dall’assessore lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi intervenuto, insieme al presidente Attilio Fontana, alla manifestazione organizzata da Coldiretti.
Coldiretti che anche in Trentino ha chiesto misure più energiche contro i cinghiali, raccogliendo però le critiche di diverse associazioni e realtà ambientaliste.
“La fauna selvatica – ha detto l’assessore – è proprietà dello Stato e se crea danni a un’impresa lo Stato deve risarcire al 100%, come prevede la normativa europea. Sui piani di controllo, aspettare settimane o mesi prima di attuarli significa da un lato rendere complicata l’attività dei cacciatori e dall’altro far aumentare a dismisura i danni all’agricoltura”. In Lombardia nel 2020, sono stati 271 gli incidenti stradali causati dal cinghiale. Nelle provincie di Bergamo e Brescia sono stati abbattuti rispettivamente 112 e 56 cinghiali, mentre gli incidenti sono stati 22 e 9.
“Abbiamo cambiato la legge per consentire la caccia al cinghiale tutto l’anno – ha aggiunto – anche con visore notturno e foraggiamento, abbiamo abilitato i selecontrollori, permettiamo agli agricoltori abilitati di abbattere i cinghiali sui terreni danneggiati”. Eppure, nonostante tutti questi strumenti messi a disposizione pare che i cacciatori non riescano ad aver ragione dei cinghiali, tanto che la Regione Lombardia ha chiesto di snellire la burocrazia per aumentare il numero di abbattimenti. Forse però ciò che servirebbe davvero sarebbe un cambio radicale di strategia, ma per arrivarci servono tempo e investimenti non sempre compatibili con certe logiche elettorali.





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