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“Caro orso stavolta ho vinto io”, la storia di Nicoletta e le precauzioni che hanno salvato i suoi animali: “Ma la Provincia investa di più in prevenzione”

L’agritur Solasna di Caldes ha subito una “visita” dell’orso e non sono mancati i danni ma la titolare Nicoletta Andreis dice: “L’orso fa l’orso, non ho chiesto nessun risarcimento alla Provincia, preferisco lasciare i soldi a chi perde i propri animali ma bisogna investire di più in prevenzione”

Di Tiziano Grottolo - 04 June 2021 - 17:14

CALDES. “Caro orso stavolta ho vinto io”, si apre così il post pubblicato su Facebook da Nicoletta Andreis, la titolare dell’agritur Solasna di Caldes. Alcune notti fa infatti un plantigrado ha fatto visita alla struttura ma a differenza di altre occasioni se ne è dovuto andare a pancia vuota. Nei giorni precedenti, forse proprio lo stesso esemplare, aveva colpito a Malè (dove ha distrutto un pollaio mobile) e a Cis (rompendo delle arnie).

 

Anche per questo una visita era attesa: “Ormai viene una volta l’anno, qui si mangia bene e lo sa”. Nel suo agritur Nicoletta tiene capre, asini, pecore, galline e conigli. “L’orso mi ha trovata impreparata un paio di volte – prosegue – e i danni mi hanno fatta piangere tantissimo. Non sono più libera come una volta”. Eppure la titolare del Solasna non serba rancore verso questi grandi carnivori, “l’orso fa l’orso”, ammette e bisogna imparare a conviverci.

 

Ciò si significa che gli animali non possono più stare soli la notte, e le dimenticanze non sono ammesse. Né i cancelli né le porte possono essere dimenticati aperti: “Quando il sole è già alto sopra la Val di Non libero pecore, galline, capre e Galileo. Mai prima perché al mattino presto l’orso non dorme. Controllo e ricontrollo i recinti elettrici e spesso mi alzo in piena notte per avere la conferma di aver accesso la batteria”.

 

Anche in quest’occasione il plantigrado in quanto a danni non si è risparmiato: “Hai rovistato nella raccolta differenziata – ricorda Andreis rivolgendosi direttamente all’orso – hai ribaltato le balline del fieno, spaccato assi delle recinzioni, sei entrato nel pollaio dal tetto, hai sfondato la rete, hai distrutto la porta che però ha tenuto bene perché era massiccia e chiusa da dentro, hai aperto i nidi per entrare nel pollaio ma il foro era troppo piccolo per il tuo sedere e per la tua testona. Hai provato a entrare dalla finestra rompendo le assi che la reggevano ma hai ceduto e allora ti sei mangiato tutto il mangime delle galline. Ti sei fissato poi con le case dei conigli distruggendole ma non c’erano perché sono ancora in stalla”. A quanto pare l’esemplare in questione ha persino provato a salire sulla mountain bike.

 

La “visita” però è proseguita e prima di andarsene l’orso si è concesso un giro nell’orto appena seminato, fortunatamente senza curarsi delle arnie, anche se non ha risparmiato quelle del vicino. Gli animali erano spaventati e io pure, avevo il cuore che batteva a mille e mi sono calmata solo quando li ho visti tutti sani e salvi. Non ho chiesto nessun risarcimento alla Provincia, li ho solo avvisati della tua visita, anche se i danni sono tanti, preferisco lasciare i soldi a chi perde, per sfortuna, leggerezza, sbadataggine o altro i propri animali o le proprie arnie”.

 

Molto spesso questi eventi lasciano l’amaro imbocca perché la sensazione è che si potrebbe, (e si dovrebbe) fare di più. A inizio maggio, parlando di prevenzione, il dirigente della protezione civile Raffaele De Col prometteva: “Per quanto riguarda la previsione 2021 faremo tutto quello che serve per aumentare, non è una questione di risorse perché la Giunta ha dato al sottoscritto spazio per fare tutto quello che serve per garantire la prevenzione senza limitazione di risorse”. Ad oggi non è chiaro cosa abbia fatto la Provincia in tal senso, e neppure se il Servizio foreste e fauna, tramite la forestale, stia monitorando la situazione o abbia intrapreso delle azioni di dissuasione viste le ripetute dissuasioni.

 

“Vorrei che la Provincia investisse di più in recinzioni sicure – afferma Nicoletta – queste, somigliano al filo interdentale e ti fanno solo il solletico. Vorrei vedere i bidoni dell’umido chiusi e sicuri, a prova d’orso. Pollai fatti come si deve (in Abruzzo già si usano e vengono forniti gratuitamente ndr). Bisognerebbe che la Provincia facesse di più. Recinzioni più sicure, meno burocrazia per proteggere gli animali, dissuasori acustici e visivi, bidoni dei rifiuti anti-orso ovunque, ma anche formazione e informazione, dalle scuole ai turisti, qualche pannello sbiadito nel parco non serve più a nulla”.

 

Insomma meno chiacchiere e più investimenti in prevenzione per cercare una convivenza a portata di mano, basta volerla raggiungere. “Finanziate progetti pilota con ragazzi, scuole e università che propongano idee e soluzioni alla convivenza uomo-orso. Sbraitate di meno e fate e investite di più. Ci sono tante belle menti nel nostro Trentino che potrebbero davvero aiutare tutti a stare meglio, convivendo. Trovando soluzioni alternative e concrete. Altrimenti – la conclusione titolare dell’agritur Solasna – siate umili e ammettete che non siete in grado di gestire la situazione e date in mano la gestione dei grandi carnivori a chi ha più capacità e voglia di farlo”.

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