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Ha quasi 200 anni ed è sopravvissuta a Vaia ora però la “Regina del Feudo” è minacciata dal bostrico: “Le piante intorno sono già state intaccate, ma lei resiste”

La “Regina del Feudo” è passata indenne attraverso due Guerre mondiali ed è sopravvissuta persino alla tempesta Vaia che nella stessa zona ha schiantato un numero impressionante di alberi. Oggi però, la pianta monumentale che ha circa 200 anni è minacciata dalla presenza del bostrico

La veduta dall'alto di Predazzo - foto Serena Dellantonio
Di Tiziano Grottolo - 10 August 2021 - 16:50

PREDAZZO. All’uscita del paese di Predazzo, imboccando la strada forestale “Maso Coste” e percorrendola per circa 1,8 chilometri, arrivati al settimo tornante, è possibile imbattersi in un cartello che indica “Regina del Feudo”. A circa una ventina di metri di distanza è possibile ammirare uno splendido abete rosso che da tempo veglia sulla valle.

 

Non si tratta di una pianta come tutte le altre. Con un’altezza di 30 metri e un’età che il Servizio foreste della Provincia di Trento stima in circa 200 anni questo è uno degli abeti rossi più antichi della zona. Una seconda particolarità riguarda la “titolarità” della pianta monumentale che ricade fra quelle di proprietà della Regola Feudale di Predazzo, un antico ente di proprietà collettiva che risale al 1447 ed è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Oggi viene considerata una società privata di Vicini (le famiglie del posto che secondo le tradizioni si succedono per linea maschile) che esercitano il loro diritto come comproprietari sul patrimonio agro-silvo-pastorale della zona.

 

La Regina del Feudo” è passata indenne attraverso due Guerre mondiali ed è sopravvissuta persino alla tempesta Vaia che nella stessa zona ha schiantato un numero impressionante di alberi. Oggi però è minacciata dalla presenza del bostrico, un coleottero che si nutre di legno e scava vere e proprie reti di gallerie al di sotto della corteccia arrivando a provocare la morte delle piante che lo ospitano.

 

Il problema è che la tempesta Vaia, oltre a radere al suolo più di 40mila ettari di bosco, ha ricreato le condizioni ideali per favorire l’alimentazione e la riproduzione del bostrico. Come è stato dimostrato il coleottero può passare in tempi piuttosto brevi dal legno schiantato alle piante ancora vive. Queste ultime, indebolite dalla tempesta, non sempre sono in grado di reagire agli attacchi degli insetti.

 

“‘La Regina del Feudo’ è molto conosciuta e gli escursionisti vengono anche da lontano per ammirarla”, afferma Guido Dezulian, il regolano di Predazzo. “Dopo la tempesta Vaia ha fatto la sua comparsa il bostrico, come abbiamo potuto osservare le piante intorno sono già state intaccate ma per il momento la ‘La Regina del Feudo’ ha resistito e resta verde”. Le piante colpite dal coleottero infatti durante il processo di decadimento assumono una peculiare colorazione rossa.

 

“Siamo consapevoli del problema – prosegue Dezulian – ma c’è poco da fare. Il bostrico è diffuso in tutta la zona e soprattutto può contare su un paio di ali. Per il momento abbiamo effettuato una serie di sopralluoghi e cercheremo di tenere pulita la zona intorno alla pianta. Il prossimo anno probabilmente sarà anche peggio ma ormai non si può fare nulla. Possiamo solo dire che per ora la ‘La Regina del Feudo’ si è dimostrata più forte di tutte le avversità”.

 

C’è però un fattore contro il quale nemmeno l’albero più forte può competere. È il tempo. “I forestali – ricorda il regolano di Predazzo – ci hanno detto che le sue radici stanno marcendo, ciò significa che la ‘La Regina del Feudo’ potrebbe avere ancora una ventina d’anni di vita, poi la natura completerà il suo ciclo”. Insomma, un motivo in più per cercare di godersi il più possibile questa pianta monumentale che da circa 200 anni veglia silenziosa sulla zona.

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