La Pat annuncia “le nuove linee guida sulla gestione degli orsi”, ma non le rende pubbliche. Ancora una volta l’operazione pare più utile sul piano mediatico che nella sostanza
Tramite un comunicato la Provincia ha annunciato in pompa magna le nuove linee guida per “disporre di un nuovo e più attuale strumento di gestione della popolazione d’orso” e “colmare una lacuna nell’attuale assetto normativo”, peccato che la delibera non sia ancora pubblica e quindi non è possibile conoscerne l’esatto contenuto

TRENTO. “Cambia poco, cambia niente, se non sul piano mediatico”, si apriva così un articolo de Il Dolomiti dello scorso 23 febbraio a proposito delle “nuove” linee guida relative alla gestione del lupo in Trentino. Ad oggi effettivamente poco è cambiato (di quel documento si sono perse le tracce) se non che la Provincia, tramite un comunicato, ha annunciato di aver approvato le “nuove” linee guida per la gestione dell’orso. Sempre stando a quanto riferito nel comunicato (riportato in maniera acritica da molti media) “le nuove linee guida consentiranno al Trentino di disporre di un nuovo e più attuale strumento di gestione della popolazione d’orso”. E ancora: “Per quanto riguarda la gestione delle situazioni critiche e degli orsi problematici, le nuove linee guida individuano tre tipi di azioni: leggere, energiche (radiocollare e cattura con successivo spostamento) e, per ultima la rimozione attraverso l’abbattimento”.
Eppure, anche a un occhio distratto non dovrebbe sfuggire che tutte queste cose erano già previste nel cosiddetto Piano Pacobace che, spiega lo stesso comunicato, “rimane il documento tecnico di riferimento per ogni attività di gestione dell’orso in provincia di Trento”. E quindi quali sarebbero le novità introdotte nel “documento di oltre 50 pagine approvato dalla giunta provinciale su proposta del Presidente della Provincia Fugatti”? Difficile stabilirlo a priori visto che, nonostante la “trasparenza” di cui spesso la Giunta si è vantata della deliberà non c’è traccia. Tuttavia, non sarebbe stato male allegare il documento recentemente approvato al comunicato (che dovrebbe comunque essere reso pubblico nel giro di pochi giorni), dando modo di verificare le “novità” anziché preconfezionare una notizia che fra qualche giorno la maggior parte delle persone avranno già dimenticato.

Sempre stando a quanto riportato nel comunicato della Pat sarebbe proprio sulla gestione delle criticità che il provvedimento andrebbe a colmare “una lacuna nell’attuale assetto normativo”, specificando nel dettaglio le modalità di attuazione del Piano Pacobace. A questo punto però verrebbe da chiedersi sulla base di cosa hanno agito l’ex presidente della Pat Ugo Rossi e lo steso Fugatti visto che dal 2007 in Trentino si contano: un’orsa abbattuta (Kj2 nel 2017), tre morti accidentali duranti le fasi di cattura (Daniza, Jj5 e Kj2G1) e quattro catture (Jurka, Dj3, M49 e M57). A questi si sommano due abbattimenti fra Germania e Svizzera e due episodi di bracconaggio acclarati avvenuti in Trentino. Ovviamente la risposta alla domanda precedente è: sulla base del Piano Pacobace che già prevede, fra le azioni di dissuasione, anche l’abbattimento. A dirla tutta fu l’allora assessore Michele Dallapiccola (Patt) a far aggiornare (correva l’anno 2014) il Piano Pacobace introducendo, fra le azioni da mettere in campo, anche l’abbattimento (lettera “k”).
Tornando invece alle azioni previste dalla nuova delibera: leggere, energiche e abbattimento, è doveroso ribadire che queste (senza esclusioni) erano già previste, già codificate e sono persino già state messe in atto. In sostanza sembrerebbe che la “novità” stia nel fatto di aver separato “l’abbattimento” dalle “azioni energiche” riservandogli una categoria a sé. Come questo sia sufficiente per “colmare una lacuna nell’attuale assetto normativo” è difficile da capire.
Se per un giudizio definitivo si dovrà attendere di poter esaminare le 50 pagine della nuova delibera da quanto trapela dal comunicato il provvedimento è nato dalla volontà di chiarire nel dettaglio i casi per i quali sarà autorizzato l’abbattimento degli orsi più pericolosi o la cui coesistenza con l’uomo non sia ritenuta possibile nonostante le misure di prevenzione e/o di dissuasione. Anche su questo punto però basterebbe leggere il Pacobace che sembra sufficientemente esaustivo. Insomma, ancora una volta al di là degli annunci cambia poco, cambia niente, se non sul piano mediatico.














