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LE FOTO. In Trentino scoperta la prima famiglia di sciacalli dorati: “Individuati grazie agli ululati e alle fototrappole”

Si tratta del primo nucleo riproduttivo individuato sul territorio trentino, l’esperto: “In base agli ululati è possibile stimare la presenza di un branco di sciacalli dorati formato da 3 o 5 esemplari”

Foto Michele Rocca, guardiacaccia dell’Associazione cacciatori trentini
Di Tiziano Grottolo - 28 gennaio 2021 - 11:45

TRENTO. Se si vuole trovare Luca Lapini probabilmente è meglio cercarlo dove stanno gli sciacalli dorata. L’esperto del Museo Friulano di Storia Naturale svolge ricerche su questa specie, arrivata per la prima volta in Italia negli anni ‘80, che si sta espandendo lungo la penisola. Dei nuclei riproduttivi sono stati confermati in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna e ora anche in Trentino. Per la provincia autonoma è la prima volta.

 

L’avvistamento che ha permesso di individuare il nucleo riproduttivo risale al 13 giugno 2020, quando un cacciatore ha notato uno strano animale aggirarsi sull’altopiano di Fiavè. Nei giorni successivi sono arrivati altri avvistamenti. “Michele Rocca, guardiacaccia dell’Associazione cacciatori trentini ci ha inviato delle riprese – spiega Lapini – è stata la conferma che si trattava di uno sciacallo dorato, canide già comparso più volte nella Provincia di Trento con vari maschi giovani in dispersione”.

Scoperto il primo nucleo riproduttivo di sciacalli dorati del Trentino
Foto Michele Rocca, guardiacaccia dell’Associazione cacciatori trentini

In un primo momento si era pensato che anche l’esemplare di Fiavè fosse un giovane in dispersione ma la sua prolungata presenza sul territorio aveva fatto sorgere qualche dubbio. È anche grazie al lavoro svolto dai cacciatori trentini se è stato possibile raccogliere altre immagini nel Biotopo umido della torbiera di Fiavè. Un lavoro paziente e meticoloso che ha permesso di foto-trappolare due sciacalli dorati mentre erano insieme. La conferma che aspettava Lapini che a quel punto si è precipitato in Trentino.

 

Così l’esperto del museo friulano si appostato nei pressi della torbiera di Fiavè accompagnato da alcuni membri dell’Associazione cacciatori trentini, dal Servizio foreste e fauna della Pat e dalla forestale. L’obiettivo era quello di avere una conferma bioacustica, per certificare la presenza di un gruppo territoriale riproduttivo, che si ottiene imitando l’ululato degli sciacalli. “Solo i gruppi riproduttivi – sottolinea Lapini – emettono serie di ululati corali completi di firma acustica finale, un lamento inconfondibile, che risulta diagnostico sia per riconoscere la specie, sia per sancire che il gruppo si è riprodotto. La firma acustica viene infatti emessa dai giovani dell’anno, oppure da una madre che cerca di richiamare la loro attenzione”.

 

 

Dopo i primi tentativi andati a vuoto dalla torbiera è giunta l’inconfondibile risposta: “I ’cantanti’​ sembravano essere fra i 3 e i 5 esemplari. Grazie alla notte luminosa siamo riusciti a osservare tre animali che hanno risposto ad altri richiami”. La presenza sul territorio trentino del primo gruppo riproduttivo è stata dunque confermata. “Conoscere questa specie è importante – conclude Lapini – perché spesso vengono scambiati per volpi e abbattuti ma in realtà si tratta di una specie protetta”.

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