Crisi idrica: il pozzo di Mori resta secco per 10 giorni e si contano migliaia di euro di perdita per molti vignaioli
Si era cercato di essere solidali fra viticoltori, perché di acqua non ce n'era più. Nelle ultime ore, invece, una buona notizia: il pozzo di Mori è finalmente ripartito. I danni riportati alle colture restano, ma si spera non ve ne saranno altri
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MORI. Il gran caldo, amico di piante mediterranee come le vigne, sembrava aver giovato alla loro crescita, velocizzandola. Insieme alle ondate di calore, però, a palesarsi è stata anche l'emergenza relativa a risorse idriche insufficienti, crisi che ha iniziato a mostrarsi anche su quelle foglie che, fra gli acini che cominciavano a invaiare, si sono progressivamente seccate.
Questa, è la realtà che interessa in particolare la zona che circonda la cantina Mori Colli Zugna, dove l'acqua è mancata per 10 giorni. "Le piante sono in evidente sofferenza - dichiarava ieri non a caso un referente dell'Ufficio viticolo della cantina - soprattutto perché qui il terreno è "leggero", quindi la carenza di risorse idriche si fa sentire subito e in maniera lampante".
Le vigne che fino a una settimana fa erano verdeggianti e rigogliose, in questi giorni hanno iniziato infatti a modificare i propri connotati, non riuscendo a resistere a giornate caratterizzate da alte temperature (e nessuna fonte di approvvigionamento). "Uno dei pozzi che utilizzavamo per l'irrigazione delle viti intorno alla Colli Zugna ha smesso di funzionare - spiegava il referente - saranno 7 o 10 giorni che le piante non ricevono più acqua".
"In altre zone ci si sta potendo approvvigionare affidandosi alle riserve d'acqua che i vari consorzi mettono a disposizione e che per ora non sono ancora esauriti - continuava l'esperto - per quanto riguarda invece la zona che circonda la cantina, per ora, non c'è nulla da fare. Speriamo che le previsioni meteo non ci illudano: martedì dovrebbe infatti piovere".
Un pozzo, quello che forniva (e che ora è tornato a fornire) risorse idriche alle vigne che nascono fra la zona che si estende a partire dalla fine dell'abitato di Chizzola e che prosegue fino alle porte di Mori, che è stato tenuto sotto controllo per giorni attraverso varie verifiche, per capire cosa avesse potuto causare un'improvvisa e drammatica interruzione del flusso d'acqua.
“Fino a poche ore fa eravamo davvero disperati - racconta oggi invece un consigliere del Consorzio di Mori (che preferisce restare anonimo) - questa mattina, alle 5, come ogni mattina da qualche tempo a questa parte, sono partito col trattore per andare nei Comuni vicini a prendere acqua per i miei campi, facendo avanti e indietro instancabilmente. Fino a oggi mi ero dovuto affidare alle riserve dei pozzi di Marco (che insieme a quelli di Santa Margherita si stanno esaurendo) e a quelli di Chizzola, luogo dove invece le vigne, grazie alle risorse idriche che ancora non mancano, continuano a essere floride e verdeggianti” (FOTO DI SEGUITO: A SINISTRA CHIZZOLA, A DESTRA MORI).
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"Un gran via vai di trattori", quello che ha caratterizzato le ultime settimane, testimoniato anche da un altro viticoltore alense: "In molti stanno venendo ogni giorno a Chizzola - dichiara per l'appunto - per quanto possibile, ci si cerca di dare una mano a vicenda finché non pioverà o comunque finché ce ne sarà la possibilità".
Riserve che altri Comuni avevano prontamente messo a disposizione permettendo a agricoltori come il consigliere di salvare le proprie colture: "Su 4 campi ne sto salvando 3 e mezzo - racconta - la metà di uno di essi ormai è irrecuperabile e non lo vendemmierò, rimettendoci 6 o 7mila euro”, confessa. Un dramma che sta colpendo anche altri colleghi del settore: "Un mio conoscente che possiede campi nella zona della Cantina Colli Zugna mi ha già detto che non vendemmierà nulla quest'anno, perdendo non soltanto 15mila euro ma anche un anno intero di lavoro".
"Il pozzo, oggi, dopo giorni di ansia e paura è finalmente tornato a funzionare. I danni causati ormai ci sono: si spera solo non ve ne saranno altri”, conclude il referente del Consorzio.












