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In Trentino 13 incendi in soli due mesi: “Le concause climatiche sono state determinanti, nel Tesino la pioggia mancava da 54 giorni”

In soli due mesi in Trentino si sono verificati 13 incendi boschivi. La funzionaria del Servizio Foreste: “In alcuni dei recenti episodi il protrarsi della siccità ha giocato un ruolo importante. A Castello Tesino la pioggia mancava da 54 giorni, inoltre c’era vento forte che ha alimentato le fiamme”

Foto Federazione dei Corpi Vigili del Fuoco Volontari Provincia autonoma Trento - Roberto Sartor
Di Tiziano Grottolo - 22 February 2022 - 18:58

TRENTO. Nei primi due mesi dell’anno, in Trentino, si sono verificati ben 13 incendi boschivi. Questi i primi dati che arrivano dal Servizio Foreste della Provincia di Trento. “Fortunatamente si è trattato quasi sempre di incendi di ridotte dimensioni – afferma Caterina Gagliano, funzionaria del Servizio Foreste della Provincia – anche perché i vigili del fuoco sono intervenuti immediatamente in forze e solo in un caso è stato richiesto il supporto di un elicottero”.

 

Più nel dettaglio, sono stati 10 gli incendi che si sono verificati durante il mese di gennaio, 3 quelli a febbraio. Sant’Orsola, Pergine, Levico, Pomarolo, Altavalle, Folgaria, Castel Ivano e Castello Tesino gli eventi più importanti. Quest’ultimo in particolare, scoppiato lo scorso 2 febbraio, è stato il più esteso. In località Le Ronche intervennero circa un centinaio di vigili del fuoco per un totale di 12 corpi del distretto Valsugana e Tesino supportati anche dai forestali.

 

A Castello Tesino le fiamme si erano originate su un terreno ripido con vegetazione spontanea e sono state favorite sia dalla siccità che dal forte vento che avevano complicato non poco le operazioni di spegnimento. “Non è mai facile risalire all’origine di un incendio – sottolinea Gagliano – e la maggior parte delle volte resta sconosciuta”.

 

Sulla possibilità che dietro ad alcuni degli incendi possa esserci la mano dell’uomo vige il massimo riserbo, ma per il momento parrebbe che non siano emerse evidenze in tal senso. Nel giugno del 2021 però, venne arrestato un piromane che colpiva proprio in queste zone.

 

Ad ogni modo, quel che è certo, è che le particolari condizioni climatiche che hanno interessato il Trentino in quest’ultimo periodo hanno avuto un ruolo chiave. “Nella stagione invernale e nell’ambiente Alpino in condizioni di secco e vento forte non stupisce che possano verificarsi degli incendi – prosegue Gagliano – ma in alcuni dei recenti episodi il protrarsi della siccità ha giocato un ruolo importante. A Castello Tesino la pioggia mancava da 54 giorni, inoltre c’era vento forte, per questo possiamo dire che ci sono state delle concause climatiche che sono state determinanti”.

 

Anche nell’incendio di Altavalle l’assenza di pioggia durava da ben 40 giorni, mentre nella zona di Pergine non pioveva da 27 giorni. Non è un caso che a febbraio, quando si sono registrati le prime piogge, il numero degli incendi sia diminuito. Ciononostante il presidio del territorio resta fondamentale: “La sinergia fra i vigili del fuoco e la forestale è indispensabile”, conclude Gagliano. I forestali trentini infatti, oltre che dell’attività d’indagine, si occupano anche delle ricognizioni e del monitoraggio degli incendi.

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