"La 'corsa' ai ponti tibetani impazza nell’Alto Garda". L'accusa di Barbagli: "A Tenno già partiti i lavori. E' un luogo al limite del carico antropico"
Il progetto per la creazione di un ponte tibetano nell'area del lago di Tenno è già in fase esecutiva. Il costo ufficiale previsto è di poco più di 360mila euro per mettere in sicurezza l’attraversamento del Rio Secco. Barbagli: "Dietro il tema 'sicurezza' si nasconde solo la creazione di un’ulteriore attrazione turistica. Minacciato uno dei gioielli del nostro ambiente"

TENNO. "La 'corsa' ai ponti tibetani impazza nell’Alto Garda, e mentre Arco discute sull’idea di un ponte tibetano al Castello, più in sordina Tenno lo sta già realizzando, sia pure tra le proteste dell’opposizione consiliare". Non è la prima volta che Paolo Barbagli, presidente di Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro denuncia questo tipo di opere: soltanto poco tempo fa era tornato a far discutere il ponte tibetano di Arco, una proposta di Assocentro per collegare il Castello al monte Colodri.
Un progetto quello di Tenno, che ormai si trova in fase esecutiva, e che quindi, come sottolinea l'associazione, "il nostro intervento non sarà in grado di mutare il corso degli eventi".
Barbagli ha condotto un sopralluogo, visionando il Rio Secco, immissario a nord del laghetto di Tenno e lo stato di avanzamento dei lavori all’11 giugno. "A livello di impatto ambientale è un intervento modesto ma non nullo, - sostiene Barbagli - visto che sono in atto importanti lavori di allargamento del sentiero già presente, con uso in qualche punto di nuove strutture in cemento armato, nella zona a nord del laghetto, finora la più incontaminata e la più 'naturale'".
Paesaggisticamente si andrebbe perciò ad alterare, "la parte meno aggredita da costruzioni e presenze umane".
Il costo ufficiale previsto è di poco più di 360mila euro, "ma alla fine si arriverà al mezzo milione di euro - accusa il presidente - che in questo periodo di particolare difficoltà economica e sociale potevano e forse dovevano essere spesi in altro modo. Inoltre, mentre la spesa del manufatto è sicuramente a carico del pubblico, ogni eventuale profitto avvantaggerà soltanto i privati, come gli esercenti di alberghi, ristoranti nelle adiacenze del lago".
Il motivo dell'intervento è quello di mettere in sicurezza l’attraversamento del Rio Secco: "Come dice già il suo nome però è quasi costantemente secco e facilmente attraversabile, e si riempie solo in occasione di piogge, e anche in questo caso facilmente attraversabile senza problemi; tra l’altro chi mai intraprenderà il giro del lago quando piove?".
A detta dell'associazione il tema della sicurezza sembra essere soltanto il motivo dietro cui nascondere la creazione di un’ulteriore attrazione turistica "in un punto già al limite del carico antropico sopportabile da un bacino d’acqua dal precario equilibrio ecologico, come correttamente avvertono anche i numerosi cartelli posti dall’amministrazione comunale lungo le rive".
L'associazione ambientalista teme che ci possa essere un aumento di tale carico, soprattutto nella zona finora meno frequentata, e pertanto più integra, del lago: "Risultato: la minacciata sparizione di uno dei gioielli del nostro ambiente diventa sempre più probabile e sempre più a breve - conclude il presidente Barbagli - l'attuale amministrazione comunale da un lato pone in atto lodevoli interventi di tutela della delicatezza del lago, e dall’altro si fa promotrice di un intervento come questo, potenzialmente fatale a tale equilibrio".













