Un ponte tibetano per il castello di Arco, al via l'iter. Assocentro: "Un'offerta in più per la città". Baragli: "No al turismo stile 'Disneyland'"
La proposta fa parte di un progetto più ampio per riqualificare la zona del centro e del Castello, promosso da Assocentro nel 2020. Dopo 2 anni è partito lo studio di fattibilità in mano a Nova Agenzia, sul ponte che collegherebbe il Castello al monte Colodri. Cazzaniga: "Impattante? Il ponte sarebbe mobile". Baragli: "Sviluppo aggressivo e devastante che deturpa il paesaggio"

ARCO. Un ponte tibetano che collega il Castello di Arco al monte Colodri: è questa l'idea proposta già nel 2020 da Assocentro, l'associazione dei commercianti del centro storico, che torna a far discutere dopo due anni (Qui l'articolo).
"E' stato fatto partire uno studio di fattibilità proprio in questi giorni - spiega Giovanni Cazzaniga, il vicepresidente di Assocentro - a breve dovrebbero essere ultimate le verifiche. Se ci fosse l'ok sotto tutti gli aspetti, anche quello delle Belle Arti, poi si porterebbe il progetto in Comune".
La valutazione è stata infatti affidata alla società di ingegneria Nova Agenzia. Il ponte rappresenterebbe solo uno dei tanti step di un progetto più ampio per la riqualificazione dell'area del centro, di cui fanno parte anche la realizzazione di parcheggio sotterraneo sotto il Casinò, un ascensore cittadino che dal centro permetta di arrivare al Castello e la copertura di via Segantini, per trasformarla in una moderna galleria.
"E' un'attrazione sicuramente importante che valorizzerebbe tutta la parte del castello, sarebbe un bel percorso nel verde - prosegue Cazzaniga - promuoverebbe un tipo di turismo diverso, essendo una passeggiata. Per noi sarebbe un'offerta in più per la città. Impattante? Sarebbe comunque un ponte mobile, non fisso".
Non tutti però si trovano d'accordo sul progetto. "Un'opera troppo impattante paesaggisticamente e dal punto di vista ambientale - sostiene il presidente di Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro, Paolo Baragli - si vuole promuovere un modello di sviluppo turistico tipo Disneyland, come se portassimo il turista a giocare. Bisognerebbe adattare anche i punti di arrivo e partenza, quindi ci sarebbero una serie di lavori anche con il cemento armato intorno a questa costruzione".
Piuttosto, a detta di Baragli, andrebbe incentivato un "turismo basato sulla qualità e non sulla quantità": "In tutt’altra direzione andrebbe quanto proposto in questi giorni dagli ineffabili commercianti del Centro di Arco o l’altrettanto ineffabile De Laurentis, sponsor tra l’altro di un altro progetto impresentabile (il golf a Nago), che propone un ascensore, per fortuna solo in fase embrionale, con annesso parcheggio scavato nella roccia, in nome di uno sviluppo aggressivo e devastante: un vero manuale sul come deturpare un paesaggio".
Soldi, accusa il presidente dell'associazione ambientalista, "a carico del pubblico per andare nelle tasche di privati". Molto meno invasivo sarebbe invece il bus elettrico in fase di realizzazione, che avrebbe "un approccio molto più soft".













