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La 'Goletta verde' sul lago di Garda: ecco quali sono i punti più inquinati. Si confermano le criticità nel Bresciano, migliora la situazione in Veneto

La campagna di Legambiente in difesa delle acque dei bacini lacustri italiani è approdata sul lago di Garda: 13 in totale i campioni di acqua prelevati quest'anno da tecnici e volontari sul Benaco, 7 in Lombardia e 6 in Veneto. Sono 5 in tutto i punti risultati “inquinati” e “fortemente inquinati”, tutti sulla sponda bresciana del lago

Di Filippo Schwachtje - 02 July 2022 - 19:56

GARDA. Inquinamento microbiologico nel lago di Garda, la Goletta Verde di Legambiente arriva sul Benaco: 13 in totale i campioni di acqua prelevati quest'anno da un team di tecnici e volontari, 7 in Lombardia e 6 in Veneto. I risultati? Tre dei punti campionati, tutti sulla sponda bresciana, sono risultati “fortemente inquinati”, altri due invece sono stati classificati da Legambiente come “inquinati”. Sulla sponda veneta invece, tutti i campioni raccolti sono risultati con concentrazioni inferiori ai limiti di legge. Guardando insomma alla situazione dello scorso anno (Qui Articolo), si confermano le criticità nel Bresciano mentre sulla sponda veneta la situazione sembra essere migliorata. Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia, i giudizi di Legambiente per i punti che superano le concentrazioni limite si dividono come detto tra “fortemente inquinato” (Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml) e “inquinato” (Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml).

Le problematiche al centro della Goletta dei Laghi, che da 17 anni monitora lo stato di salute dei bacini italiani e ne denuncia le criticità, sono quindi ancora una volta gli scarichi non depurati e inquinanti, l'incuria e l'inquinamento da microplastiche, la cementificazione e la captazione delle acque: “Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo lungo le sponde dei nostri laghi – dicono da Legambiente – rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta alla insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nei bacini lacustri”. Per quanto riguarda la sponda bresciana, i punti a risultare “fortemente inquinati” sono: la foce di un canale vicino la spiaggia in località Le Rive a Salò, la foce di un torrente nei pressi del porto di Padenghe sul Garda e la foce di un rio nell'Oasi San Francesco del Garda a Desenzano del Garda. I due punti risultati “inquinati” invece, sono stati campionati alla foce del torrente Toscolano sul lungolago di Toscolano Maderno e alla foce di un torrente al fianco del porto in località Santa Maria di Lugana a Sirmione, località quest'ultima per la prima volta oggetto dei monitoraggi della Goletta dei Laghi.

 

Entro i limiti di legge invece gli altri due punti campionati sulla sponda lombarda: sul lungolago Cesare Battisti, a Desenzanino, e a inizio della passeggiata Maratona-Rivoltella, entrambi a Desenzano del Garda. “Anche in questa edizione di Goletta dei Laghi purtroppo – ha detto Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – si riconfermano le criticità rilevate negli scorsi anni legate a torrenti e canali che dall’entroterra portano reflui non depurati al lago: dopo così tanti anni di segnalazioni sembra vi sia una sottovalutazione dei problemi segnalati. Chiediamo, perciò, alle autorità di indagare risalendo, specie nei casi più gravi come quello che vede ‘fortemente inquinata’ l’Oasi naturale San Francesco a Desenzano. A livello territoriale, occorre inoltre uscire dalla questione ormai divenuta imbarazzante relativa alla progettazione del nuovo sistema di depurazione, rivedendo i progetti ed eliminando lo spostamento dei reflui dal Lago di Garda a Gavardo, nell’entroterra. Serve concentrarsi sulle soluzioni che tengano conto anche delle mutate condizioni territoriali dovute agli impatti del cambiamento climatico, così da garantire la sicurezza del lago e l’adeguatezza della depurazione dei reflui”.

 

Spostandosi sulla sponda veneta invece, come detto, tutti i sei punti campionati nel Veronese sono risultati con concentrazioni inferiori ai limiti di legge: la foce del torrente GusaGarda, il lago di fronte alla foce del torrente San Severo in località Punta CornicelloBardolino, la foce del torrente Marra e la foce del torrente Bosca Lazise (l'anno scorso classificati rispettivamente come "inquinato" e "fortemente inquinato"), la foce del rio Duganale dei Ronchi in località Ronchi Castelnuovo del Garda, la foce del torrente Rielo Peschiera del Garda. “I dati di quest’anno riferiti alla sponda veneta del Garda – dichiara Piero Decandia, direttore di Legambiente Veneto – indicano una situazione migliore rispetto a quella delle scorse edizioni di Goletta dei Laghi: le acque risultano essere meno inquinate da escherichia coli, se confrontati con la serie storica. Va considerato, però, il momento di grave siccità che potrebbe portare i depuratori ad avere meno perdite e la rete idrica secondaria a condurre meno reflui zootecnici. Alla luce dei risultati complessivi dei campionamenti effettuati sulle sponde veneta e lombarda, riteniamo fondamentale una gestione unitaria del Garda, con standard e obiettivi da raggiungere attraverso azioni coordinate: il lago non può essere considerato un elemento dove passano confini territoriali, ma va inquadrato piuttosto come un unico grande ecosistema”.

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