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| 31 lug 2022 | 17:44

Lago Santo, riqualificazione sì o no? L'amministrazione: ''E' un luogo vissuto, utilizzato da locali e forestieri. I lavori? Per gestire la pressione cui è sottoposto''

La replica degli amministratori del comune di Cembra Lisignago a quanto sostenuto dal Comitato di salvaguardia del Lago Santo

L'accesso al lago nella primavera del 2018
L'accesso al lago nella primavera del 2018

CEMBRA LISIGNAGO. Riqualificazione sì, riqualificazione no. Da un lato il comitato per la salvaguardia del Lago Santo che da tempo si batte per mantenerlo il più naturale possibile con quanto ne conseguiva in termini di flora e fauna, biodiversità e originalità del lago, dall'altro l'amministrazione comunale che è convinta di quanto intrapreso negli anni per renderlo più fruibile agli esseri umani e lo ha ribadito replicando al nostro articolo del 25 luglio con un testo che pubblichiamo integralmente in coda al pezzo completo anche delle immagini inserite dagli amministratori.

 

''Questo - spiega la giunta comunale - è un lago vissuto, abitato nelle immediate vicinanze, utilizzato da locali e da forestieri per ristorarsi nei giorni più caldi, come quelli di questa torrida estate, o l’inverno per slittare tutt’intorno alle sponde e per pattinare negli anni più freddi. Così come nei giorni di autunno, quando il foliage rende particolarmente mozzafiato la passeggiata circumlacuale. Questa passeggiata è stata realizzata e completata con i lavori di ripristino promossi dalle ultime due amministrazioni e svolti a partire dal 2020: ora infatti è un percorso pedonale definito e sbarrierato per passeggini e carrozzine, costruito grazie alla consulenza dell’associazione Handicrea''.

 

Il progetto, prosegue la Giunta, prevede anche che il lago venga suddiviso in aree che rispettino le diverse fruizioni, cercando così di conciliare i molto usi che si fanno delle sue sponde. ''Così è stata sistemata, riportandola, la parte di sponda maggiormente vocata ed utilizzata dai bagnanti, che più di altre aree era depressa e umida; è stato definito un piano di gestione della vegetazione nell’intorno del lago, sono state sistemate in più riprese le vie di accesso al bacino in modo da poter limitare l’apporto di materiale che i temporali estivi di sempre maggiore entità trascinano verso la depressione lacustre''. Poi ci sono state le attività di segnalazione e informazione riguardanti la presenza del gambero di fiume.

 

Dai lavori fatti risulta evidente come il lago sia certamente più ''fruibile'' di qualche decennio fa e forse è proprio qua che si crea il cortocircuito con chi pensava al Lago Santo come a un luogo meno antropizzato possibile. Sono opinioni divergenti per visioni del presente e del futuro divergenti. ''Visto il lavoro intenso che abbiamo svolto in questi anni - conclude l'amministrazione - ci risulta incomprensibile (e troppo facile) la banalizzazione che ci vuole schiavi del dio denaro: si tratta di un bene pubblico che ha bisogno di essere gestito bene al fine di garantirne la corretta manutenzione alla luce delle pressioni a cui l’area è soggetta. E si tratta di un luogo che abbiamo a cuore visto che anche noi, tolta la veste degli amministratori, lo frequentiamo spesso e volentieri''.   

 

 

 

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