Zona ''riqualificata'' vs zona non ''riqualificata'': il lago Santo di Cembra esempio di come le 'trasformazioni' dei luoghi rischino di essere un boomerang
Nel 2020 le sponde del lago Santo di Cembra sono state "riqualificate" dall'Amministrazione comunale, trasformando verdeggianti prati in distese di ghiaia che si sparpaglia a ogni temporale e arde al sole di queste torride giornate estive, rendendo le spiagge impraticabili

CEMBRA LISIGNAGO. Nel 2020, la "riqualificazione" del lago Santo di Cembra aveva portato alla parziale distruzione di una fascia di praterie umide, stravolgendone vegetazione e paesaggio: a distanza di due anni non mancano nuove segnalazioni, che tornano a sottolineare quanto l'introduzione d'una spiaggia di ghiaia abbia apportato danni irreparabili a una zona prima caratterizzata da verdeggianti prati che cingevano il caratteristico specchio d'acqua.
A mostrare su Facebook le foto dell'attuale situazione, ancora una volta, Fabio Savoi del Comitato per la salvaguardia del lago Santo, che già lo scorso maggio aveva sottolineato quanto l'introduzione di sassolini fosse stata una scelta non molto ben pensata dall'Amministrazione comunale: "Dopo ogni temporale il materiale ghiaioso viene trascinato verso il lago. Poi intervengono per sistemare, ma basta un nuovo acquazzone e si deve ricominciare tutto daccapo, praticamente non si fa in tempo a finire i lavori di ripristino che si verificano nuovi danni”, dichiarava allora.
Quella stessa spiaggia di ghiaia tormentata dalle piogge, oggi viene inoltre "arsa dal sole", a differenza invece delle sponde originarie che apparivano "verdi e rigogliose e che rinfrescano solo a guardarle"(FOTO DI SEGUITO), scrive Savoi su di un post social pubblicato qualche ora con tanto di foto: "Come sempre da noi affermato, qualcuno non ci ha mai capito niente del lago Santo e continua a fare danni irreparabili - spiega - purtroppo la prossima ferita sarà l'assurda piattaforma bordo lago che distruggerà più di cento metri quadrati di rive ancestrali, sostituite ancora una volta da ghiaia, sassi e ferro", prosegue, sottolineando i progetti delle istituzioni che, molto probabilmente, a breve diverranno realtà.

"Speriamo si ravvedano - conclude il referente del Comitato - perché prevediamo grossi problemi proprio in fase di realizzazione. Il Comitato per la salvaguardia del lago sarà in ogni momento vigile e attento", promette Savoi, rinnovando quanto già esplicitato qualche mese fa: "Meglio lasciare il lago alla sua naturalità: abbiamo inviato una diffida al Comune perché in quella zona esiste una colonia di Cyperus flavescens che verrebbe altrimenti distrutta dai nuovi lavori”.












