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| 01 lug 2022 | 15:42

Peste suina, scatta il piano di prevenzione in Trentino: “Ridurre densità animali selvatici e più controlli sui domestici. Fondamentale segnalazione carcasse”

Il piano provinciale per prevenire l'ingresso della Peste suina africana (Psa) in Trentino è stato presentato dall'assessora all'agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli: tra i principali interventi sono stati previsti l'incremento della sorveglianza passiva e un maggior contenimento del numero di cinghiali per ridurne la densità

Peste suina, scatta il piano di prevenzione in Trentino: “Ridurre densità animali selvatici e più controlli sui domestici

TRENTO. “I rischi connessi all'eventuale introduzione della Peste suina africana in Trentino impongono l'assunzione di misure preventive di ampia portata sotto il profilo sanitario, anche attraverso il coinvolgimento di tutti i cittadini con informazioni specifiche: è fondamentale che ognuno di noi faccia la sua parte”. Sono queste le parole con le quali oggi, 1 luglio, l'assessora provinciale all'agricoltura, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli, ha presentato il piano provinciale di prevenzione per evitare l'arrivo in Trentino della peste suina africana. Tra i principali interventi previsti, l'incremento della sorveglianza passiva (quindi la ricerca e la segnalazione di eventuali carcasse sul territorio) e un maggior contenimento del numero di cinghiali per ridurne la densità.

 

Come già approfondito da il Dolomiti (Qui Articolo), la peste suina africana è una malattia che colpisce i suini domestici e selvatici, ma non è trasmissibile all'uomo. A fine 2021 ha fatto il suo ingresso in Italia, con casi rilevati in Liguria, Piemonte e, recentemente, anche in Lazio. Si tratta di una malattia, aveva spiegato a il Dolomiti il professore Ezio Ferroglio, direttore della Scuola di Agraria e Medicina veterinaria all'Università degli Studi di Torino, che nei suini “ha una mortalità che va dal 90% al 100%”. La trasmissione può avvenire anche calpestando della terra contaminata in precedenza, trasportando quindi il virus con le scarpe, ed in caso di focolaio, aveva specificato l'esperto: “Non esistono alternative se non l'abbattimento di tutti i capi sospetti”. Proprio per questo la Psa causa ingenti perdite economiche nell'intero comparto suinicolo, dice la Pat, nell'indotto e non solo.

 

Per evitare la diffusione del virus, continua Piazza Dante, si applica il divieto di spostamento di suini vivi e di prodotti derivati, ma anche il divieto di esercizio della caccia, della pesca, della raccolta di funghi e tartufi e delle attività sportive all'aperto. Attualmente il Trentino risulta indenne da questa malattia ed il piano provinciale di prevenzione approvato oggi dall'esecutivo, dice la Pat, svolge proprio una funzione preventiva. Il documento prevede infatti una serie di azioni dirette sui cinghiali, con “la riduzione della loro densità da parte dei cacciatori abilitati e del personale di vigilanza”, spiega piazza Dante. Per quanto riguarda i suini domestici invece, saranno “intensificate le attività di controllo negli stabilimenti, sia a carattere commerciale sia familiare, per la verifica della corretta applicazione delle misure di biosicurezza, con lo scopo principale di garantire la netta separazione tra domestici e selvatici”.

 

Fondamentali poi anche gli interventi indiretti, tra i quali come detto la sorveglianza passiva, la ricerca sul territorio quindi e la segnalazione di eventuali cinghiali morti o in evidente stato di deperimento: “Per questa attività – scrive la Provincia – è stato formato il personale del corpo forestale trentino, oltre ai custodi forestali”. Il piano ha poi indicato tra le azioni di prevenzione anche l'informazione dei cittadini, affinché adottino comportamenti corretti per evitare il rischio di diffusione della malattia: “E' infatti importante sapere – specifica la Pat – che il virus vive molto a lungo nelle carni suine fresche e stagionate di animali infetti. L'abbandono nell'ambiente di residui di questi cibi rappresenta un grave rischio di trasmissione della malattia agli animali sani e nel periodo estivo questo rischio aumenta”. Per sensibilizzare le persone quindi, in breve tempo saranno installati nelle aree picnic e nelle bacheche pubbliche dei pannelli informativi.

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