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| 30 lug 2022 | 10:24

Siccità, dalla Pat ok al maggiore prelievo dai torrenti per salvare i campi. Duro il Comitato per la difesa delle acque: ''Fallimento della politica provinciale''

Il 18 luglio la Federazione Provinciale dei Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario “richiede la possibilità di consentire la deroga urgente al rispetto degli attuali valori di rilascio del deflusso minimo vitale (DMV) nei corsi d’acqua oggetto di derivazione”. Pochi giorni dopo è arrivato l'ok da parte della Giunta Fugatti. Il Comitato: "Dove sono le misure di mitigazione e adattamento? Dove sono le leggi che permetterebbero al Trentino di essere il pioniere di un’agricoltura realmente sostenibile?"

Siccità, dalla Pat ok al maggiore prelievo dai torrenti per salvare i campi

TRENTO. Una delibera della giunta che “è il manifesto di un duplice fallimento. Quello della politica provinciale che non ha saputo, in tutti questi anni, indirizzare l’agricoltura del nostro territorio verso un cambio di paradigma quanto mai necessario; quello della carenza di visione dell’agricoltura intensiva e industriale trentina che, rimasta accecata dalla logica del profitto ad ogni costo, troppo spesso ha vessato il nostro territorio con pratiche insostenibili, velenose ed energivore, rendendolo, in alcuni luoghi, un vero e proprio deserto biologico e che ora pretenderebbe di prendersi anche quelle poche gocce d’acqua che rimangono”.

 

E' questa la dura reazione contenuta in un documento del Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino che critica la decisione della Giunta Fugatti che ha accolto la richiesta della Federazione provinciale dei consorzi irrigui di poter utilizzare maggiore acqua dai torrenti. Attraverso una delibera approvata nei giorni scorsi, infatti, si è dato l'ok ad una deroga al deflusso minimo.

 

LA DECISIONE DELLA PROVINCIA

Il 18 luglio la Federazione Provinciale dei Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario “richiede la possibilità di consentire la deroga urgente al rispetto degli attuali valori di rilascio del deflusso minimo vitale (DMV) nei corsi d’acqua oggetto di derivazione”.

 

Pochi giorni dopo la Giunta approva una delibera firmata dal vicepresidente Mario Tonina nella quale viene spiegato che “Il Trentino si trova in uno stato meteo-climatico di forte carenza idrica per l'esiguità di precipitazioni registrata nel periodo invernale 2021 e per tutto il primo semestre 2022, tra l’altro con copertura nevosa molto ridotta. Tale condizione, comune al resto del nord Italia, è confermata nei documenti pubblicati da Meteotrentino in relazione al predetto periodo”.

 

Una decisione, ha spiegato il vicepresidente Mario Tonina a il Dolomiti "molto delicata" ma che è stato necessario prendere. "Abbiamo dimostrato solidarietà nei confronti di altre regioni dando dell'acqua, non potevamo non aiutare i nostri coltivatori" ha spiegato. 

 

 

Qui la delibera

 

 

Nel documento viene fatto riferimento all'interno sempre della delibera ad una nota della Fondazione Edmund Mach attraverso la quale ha espresso un “Parere in merito ai fabbisogni idrici minimi” per alcune colture, evidenziando che i valori indicati “si riferiscono ad elaborazioni semplificate valide solo per questo periodo di eccezionale siccità e non utilizzabili in condizioni ottimali di disponibilità idrica”. Ecco allora che si citano le fragole fuori suolo: in piena estate si effettuano circa 10 irrigazioni al giorno (perlopiù durante il giorno e non la notte) per un consumo totale giornaliero corrispondente ad una portata media di 0,6 l/s/ha. “E' difficile determinare l’eventuale riduzione senza provocare danni alla pianta, ma si stima che una riduzione del 10% sia gestibile (poco più di 0,5 l/s/ha)”. Viene poi preso in considerazione il Melo: in piena estate il fabbisogno del melo è di circa il 95% dell’evapotraspirazione di riferimento che si aggira in questo periodo su valori di circa 6mm/giorno. “Con questi valori di evapotraspirazione – spiega la Fondazione Mach - e considerando i sesti d’impianto maggiormente diffusi (e l’uso dell’irrigazione a goccia) la portata minima è di 0,35 l/s/ha al netto delle eventuali perdite sull’impianto. Al disotto di questa portata si innesca per il melo una situazione di stress in cui la pianta riduce il consumo d’acqua ma riduce fortemente la produzione preservando la vita stessa della pianta”. Infine la vite: il fabbisogno della vite è mediamente del 70% dell’evapotraspirazione potenziale con valori minimi (circa 60%) per le uve rosse. “Il calcolo per la vite – viene sempre spiegato nel documento - è più complesso perché a differenza del melo i sesti d’impianto variano molto in base alle forme di allevamento. Si può quindi ragionevolmente definire un intervallo (minimo) tra 0,2 e 0,3 l/s/ha”.

 

Da qui la decisione da parte della Giunta di dare l'ok alla deroga per il deflusso minimo e quindi la possibilità di poter prelevare più acqua dai torrenti per salvare le colture.

 

LA REAZIONE DEL COMITATO PERMANENTE PER LA DIFESA DELLE ACQUE DEL TRENTINO

“L’approvazione della delibera di giunta n. 1334 del 22/07/2022 è l’apice del più stupefacente asservimento del settore pubblico all’interesse degli imperi agricoli-industriali della nostra provincia” viene riportato nel documento firmato da Tommaso Bonazza portavoce Comitato Permanente di Difesa delle Acque del Trentine.

 

“Vogliamo lanciare con forza un messaggio: quella che stiamo vivendo non è un’emergenza, ma una nuova drammatica normalità” scrive Bonazza.

 

“Questa è la prima di una lunghissima serie di estati siccitose che ci aspettano. Non possiamo pensare di affrontarle sbandierando la retorica dell’emergenza. Sono più di quarant’anni che conosciamo le conseguenze dei cambiamenti climatici. Tra queste vi è la siccità e le sue devastanti conseguenze. Ebbene, eccoci al dunque. Dove sono le misure di mitigazione e adattamento? Dove sono le pratiche virtuose radicalmente ecologiche? Dove sono le leggi che permetterebbero al Trentino di essere il pioniere di un’agricoltura realmente sostenibile? La delibera della giunta è il manifesto di un duplice fallimento”.

 

Qui la nota completa del Comitato

 

 

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