Siccità, ecco il lago che non c'è più (e il borgo che è riemerso). Facchin: "Una situazione desolante, ci crescono perfino le erbacce"
Il lago di Redona è (o meglio, era) uno specchio d'acqua artificiale che costituiva meta di turisti, grazie al pittoresco borgo abbandonato che ne emergeva dalle acque: un bacino oggi completamente asciutto, dove i resti di Movada sono ormai divenuti ruderi prossimi al crollo

PORDENONE. C'è chi un anno fa a quest'ora vi navigava in kayak e chi oggi invece vi passeggia indisturbatamente, perché di acqua nel lago di Redona al momento non ce n'è.

"D'estate, purtroppo, la parte del bacino che conferirebbe una maggior vista panoramica da anni va in secca - racconta a Il Dolomiti Rosetta Facchin, sindaca di Tramonti di Sotto - abbiamo una convenzione con Edison che gestisce la parte idraulica del territorio: l'acqua viene prelevata (ogni estate) per abbeverare le colture della bassa friulana o per emergenze idriche. Non si stupirà se le dico che oggi il lago (dopo siccità e assenza di precipitazioni) è completamente asciutto: vorrei poter chiudere gli occhi - confessa - è davvero desolante".

"La nostra è una zona che andrebbe valorizzata ma sembra quasi che questa parte del Friuli nemmeno esista - aggiunge la sindaca - la Regione ci ha fatto tante promesse ma non le ha mantenute - continua - noi nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare quanto abbiamo potuto: speriamo che le cose prima o poi migliorino".
Una situazione, quella del lago di Redona, che quest'anno è divenuta più che mai "disastrosa: gran parte del lago mostra rive spoglie - dichiara Facchin - non le avevamo mai viste così prima d'ora. Il bacino è asciutto da talmente tanto tempo che sono riuscite a crescere anche le erbacce".
Una zona famosa per le "casette" che solitamente emergono dall’acqua, quella che oggi si mostra priva di risorse idriche e con costruzioni divenute ormai "ruderi che rischiano di cedere poiché non vi è più la forza dell'acqua a sostenerli - conclude la sindaca - speriamo che la Regione prima o poi intervenga e che capisca che questa è una zona che merita e che potrebbe garantire oltretutto un turismo ecosostenibile".












