Tosaerba smart: l'innovativo sensore di Mint che rileva tempestivamente la presenza di patogeni nei campi da golf
Bando a patogeni e malattie fungine: la startup Mint ha elaborato un innovativo sensore che permetterà ai green mower che tosano l'erba sui campi da golf di individuare tempestivamente problemi del tappeto erboso
![Davide Corte, Francesca Vecchi, Davide Galetti - Mint [ Archivio Trentino Sviluppo S.p.A. ]](https://cdn.ildolomiti.it/s3fs-public/styles/articolo/public/articoli/2022/07/Davide-Corte-Francesca-Vecchi-Davide-Galetti-MINT_imagefullwide_0.jpg?itok=DrMLGYQl)
VAL DI NON. Ha elaborato un nuovo algoritmo grazie al quale il green mower, che settimanalmente (4 o 5 volte a settimana) si occupa di pareggiare l'erba dei campi da golf, diventerà smart. Si tratta della startup Mint, nata dal 2020 per ridurre gli sprechi nel mondo dell'agricoltura grazie all'Industria 4.0, che oggi torna a far parlare di sé, con un'innovativa introduzione nel campo della tecnologia che doterà il tosaerba di fotocamera e sensore addestrato (tramite l’intelligenza artificiale) per rilevare e segnalare tempestivamente la presenza di patogeni, come il fungo “dollar spot”.
Nata all'interno del Progetto Manifattura, l’hub della sostenibilità di Trentino Sviluppo a Rovereto, Mint conta su un team di cinque persone (di cui 3 under 30) con competenze in ambito ingegneristico, informatico, elettronico e commerciale, e ha appena avviato la sperimentazione del proprio sistema al Dolomiti Golf Club di Sarnonico in Val di Non.
A far nascere il recente progetto dedicato alla cura di questi particolari campi, semplici chiacchiere fra amici, tra cui alcuni appassionati di golf, che hanno discusso di quanto siano fondamentali e al tempo stesso costose le manutenzioni del verde in questo settore.
«Per un campo da 18 buche – spiega Davide Corte, uno dei soci della startup – ci aggiriamo intorno al milione di euro l’anno. Nello specifico, il green, ovvero la parte finale del campo, deve essere sempre in perfette condizioni per garantire la buona qualità e la piacevolezza del gioco. Le sue ridotte dimensioni fanno però sì che eventuali malattie si diffondano in rapida progressione». Malattie o agenti patogeni che fino a oggi venivano individuati utilizzando differenti sistemi: attraverso la valutazione ad occhio nudo da parte del personale, tramite rilevazione periodica per mano di un tecnico esterno con tanto di drone oppure ricorrendo ai dati delle stazioni meteo e satellitari, che però permettono solo di fare stime o accorgersi del danno quando ormai è ben visibile.
«Di qui – continua quindi Galetti – l’idea di sviluppare una soluzione basata su un sensore dotato di fotocamera con scheda elettronica dedicata (da montare sulle macchine per lo sfalcio erba), che invia direttamente le immagini ad una piattaforma dedicata. Non si tratta, però, di una normale telecamera di sorveglianza», sottolinea. Il sensore, infatti, si basa su un algoritmo intelligente, addestrato a riconoscere e inviare soltanto quei fotogrammi che rilevano una anomalia, scartando invece gli altri.
Una prima fase, questa, che ha visto concentrare le energie degli esperti in particolare su “dollar spot”, una delle malattie fogliari più comuni e fastidiose per i tappeti erbosi: "il nostro obiettivo è quello di continuare ad addestrare l’algoritmo raccogliendo più immagini possibili, in modo che sia in grado di riconoscere diversi tipi di parassiti", conclude il socio della Mint.
«Il nostro mondo – spiega infine il direttore Luca Borzaga - soprattutto per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, è cambiato profondamente con l’evolversi della tecnologia. L’irrigazione è centralizzata, la rilevazione della posizione delle macchine permette che non si creino interferenze tra giocatori e manutentori, le partenze sono gestite in modo più efficiente. Fino ad ora, invece, la verifica del green, che viene tagliato circa 4 o 5 volte a settimana, era unicamente visiva. Grazie a questo nuovo progetto avverrà invece in modo sistematico e quotidiano, dandoci feedback rapidi che ci permetteranno di intervenire tempestivamente e troncando sul nascere la diffusione dei patogeni".
E mentre l'algoritmo viene testato sulle verdi distese del Dolomiti Golf Club di Sarnonico, il team della startup sta già pensando di proporre la propria tecnologia ad altri golf club italiani e perché no, anche stranieri, nonché ai manutentori delle aree verdi e ai rivenditori di macchine tosaerba.












