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| 06 ott 2023 | 11:47

Ammazzata da un bracconiere la lince Sofia: "Perdita significativa: avrebbe dovuto rafforzare la popolazione sulle Alpi sudorientali"

La lince Sofia è morta e i risultati dell'autopsia dimostrano che è stata vittima di bracconaggio. Ecco i dettagli e la sua storia

Foto di Anja Molinari-Jobin (Progetto Lince Italia)

TRENTO. La lince Sofia è morta e i risultati dell'autopsia dimostrano che è stata vittima di bracconaggio. L'annuncio è arrivato nelle scorse ore dal Progetto lince Italia, che ha dato la terribile notizia. 

 

L'esemplare in questione, una femmina di 6 anni proveniente dal Cantone del Giura in Svizzera, era stata rilasciata lo scorso marzo nella foresta di Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia. Come raccontato dal Progetto lince Italia, Sofia aveva esplorato la foresta di Tarvisio, attraversando tre volte l’autostrada Venezia-Vienna. Dopo due settimane la femmina aveva deciso di spostarsi a nord, in Austria (QUI I DETTAGLI DEL SUO VIAGGIO). 

 

Sofia è stata uccisa da un proiettile e a raccontarlo sono i referenti del progetto che spiegano: "Questa lince aveva un compito importante: era stata catturata nel Giura svizzero alla fine di febbraio e, dopo una breve quarantena, trasferita a Tarvisio nell'ambito dell'ULyCA (Urgent Lynx Conservation Action). Insieme ad altre quattro linci, avrebbe dovuto rafforzare la popolazione di linci nelle Alpi sudorientali", viene premesso in un post condiviso sui social.

 

"La perdita di Sofia è significativa, poiché l'ancora piccola popolazione nelle Alpi sudorientali ha un'importante funzione di collegamento tra le popolazioni di lince nelle Alpi e nelle Dinaridi. Due settimane dopo il suo rilascio, Sofia è migrata verso nord e ha scelto come territorio l'area tra Villach, Feistritz e Bad Kleinkirchheim in Carinzia. È stata lì dove è stata vittima di bracconaggio".

 

Sulla carcassa sono stati effettuati esami da parte dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie in collaborazione con il Dipartimento di Veterinaria dell'Università di Udine e il supporto dell'Istituto Entomologico dell'Università di Padova, per accertarne le cause di morte: "Si è trattato di un'azione di bracconaggio - concludono da Progetto lince Italia -. Tutti i partner del progetto, i Carabinieri Forestali, Progetto Lince Italia, il Wwf e la Cabina di Regia Lince e Caccia, una federazione di associazioni di cacciatori del Friuli, che ha sostenuto il progetto ULyCA fin dall'inizio, condannano fermamente questo atto illegale".

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