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| 10 feb 2023 | 12:43

Cormorani sul Garda, i pescatori: “E' un'invasione. Censiti oltre 5mila esemplari, divorano più di 2 tonnellate di pesce al giorno”

L'Unione pescatori sportivi del Garda e l'Unione pescatori bresciani hanno organizzato anche un convegno sulla questione, che si terrà questa domenica (12 febbraio) alla fiera Eos di Verona: “La specie è estremamente dannosa e va contenuta. Siamo vicini alla situazione del cinghiale”

Cormorani sul Garda, i pescatori: “E' un'invasione

BRESCIA. “Anche i pesci hanno diritto ad essere tutelati: la situazione che stiamo vivendo sul lago di Garda, ma anche in altri bacini o fiumi anche di piccola portata, a causa dell'invasione dei cormorani è estremamente grave ed è necessario garantire gli strumenti per permettere il contenimento reale della specie”. Sono queste le parole di Fabrizio Oliva, presidente dell'Unione pescatori bresciani, nel commentare "l'invasione" di cormorani sul Benaco la cui presenza, secondo gli ultimi dati, avrebbe ormai superato il totale di 5mila esemplari. Proprio per discutere della problematica, l'Upbs l'Unione pescatori sportivi del Garda (Upsdg) hanno organizzato un convegno, che si terrà questa domenica (12 febbraio) alla fiera Eos di Verona.

 

Il numero di esemplari infatti, spiega Maurizio Scarmigliati, presidente di Upsdg: “E' dato in costante aumento. È bene che anche l'opinione pubblica gardesana venga a conoscenza di dati scientifici inconfutabili. Oggi sappiamo che ogni cormorano giornalmente divora dai 500 agli 800 grammi di pesce, senza contare i pesci feriti da becchi famelici che vanno incontro a morte certa. La matematica non inganna: sono circa 2 tonnellate di pesce che viene divorato ogni ventiquattro ore a questi ittiofagi alati. La situazione non è più sostenibile. La specie è estremamente dannosa e va contenuta. A volte le istituzioni negli anni scorsi hanno programmato contenimenti autorizzati anche da Regione e Ispra, ma che purtroppo per difficoltà di assurde regole attuative, non sono mai stati portati a compimento”.

 

“Possiamo ipotizzare che, grossomodo, di tre pesci colpiti – continua Oliva – uno venga mangiato, un altro riesca a fuggire e un altro venga invece ferito a morte. La vera quantità del pesce predato rischia quindi di essere il doppio: tenendo conto anche delle migrazioni degli uccelli, e contando che sul Benaco operano dai 200 ai 300 pescatori di professione (che alimentano la ristorazione sulle sponde del lago e dunque anche la catena turistica), la quantità di pesce prelevata dai cormorani potrebbe essere addirittura il doppio di quella che viene pescata dai pescatori. Siamo di fronte ad una situazione molto grave visto che, tra l'altro, sul Garda vivono anche altri uccelli ittiofagi che contribuiscono, per esempio, alla continua e preoccupante diminuzione di specie come l'alborella, alla base della catena alimentare del Garda e ormai quasi sparita oggi”.

 

Sarebbe auspicabile, dice infatti il presidente di Upbs: “Prendere coscienza una volta per tutte che non esistono solo gli uccelli da salvaguardare, esistono anche i pesci. Le specie ittiche sono sempre più in crisi e in seria difficoltà per i cambiamenti climatici, l'abbassamento dei livelli dei laghi nei periodi riproduttivi, lo sfruttamento intensivo delle acque, gli alimenti e non da meno la presenza dei pesci invasivi come il Siluro, inoltre a tutto questi si aggiungono anche tonnellate di pesci divorati da questa invasione alata di cormorani, che di certo 50 anni fa non erano presenti sul Garda e altri laghi della nostra Provincia ma solo con rari esemplari nelle lagune di Comacchio ed Orbetello”. Trote, cavedani, lucci, alborelle, carpioni e tanti altri pesci: “Devono avere la stessa dignità, pesci oggetti già di tanti sforzi e sacrifici che ci vedono direttamente impegnati con la Regione Lombardia nella produzione ittica portata avanti negli incubatori ittici. Oggi dobbiamo difendere a tutti i costi il nostro patrimonio, il capitale naturale gardesano e dei nostri altri laghi, non possiamo permettere che questa invasione silenziosa metta a repentaglio tutto questo”.

 

Oltre al cormorano, come anticipato, per le associazioni di pescatori il pericolo oggi è rappresentato anche da altri uccelli ittiofagi: “Tra questi gli svassi, anch’essi in rapida espansione e non meno chirurgici nel catturare piccoli pesci o le fameliche innumerevoli anatre divoratrici e golose di uova che perseguitano i letti di frega. Ma purtroppo non finisce qui, gli attacchi alla fauna sommersa lacustre hanno adesso una new entry non meno pericolosa, si tratta dello smergo, già presente in buon numero e dato anch’esso in forte aumento. Al contrario del suo parente cormorano, lo smergo caccia su fondali più bassi assestando così l’ennesimo colpo mortale agli avannotti del lago che qui trascorrono i primi mesi di vita. Se a tutto ciò vogliamo aggiungere anche la critica e rapida espansione del siluro, pesce invasivo per eccellenza, allora si comprenderà la sincera e fervida preoccupazione con cui noi segnaliamo da anni queste preoccupanti emergenze”.

 

La richiesta delle associazioni di pescatori è dunque di trovare “quanto prima una soluzione” per una “rapida attuazione al contenimento di questa famelica emergenza, ormai non più rimandabile”.

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