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| 27 lug 2023 | 20:06

Crisi climatica, la Fondazione Mach monitora le foreste più remote del pianeta dal Canada all'Australia: "I dati utili anche per Esa e Nasa"

L'attività della Fondazione Mach sarà in grado di fornire informazioni in tempo reale sugli effetti della crisi climatica. Il progetto interessa i boschi del Canada, delle Cina, dell'Ecuador, della Tanzania, dell'Argentina, dell'Australia ma anche del Trentino

Crisi climatica, la Fondazione Mach monitora le foreste più remote del pianeta dal Canada all'Australia
di Redazione

TRENTO. Al via il progetto internazionale coordinato dalla Fondazione Mach per monitorare lo stato di salute e la crescita dei boschi "inaccessibili", l'ente trentino testerà in campo in 15 siti mondiali un nuovo strumento basato sulla tecnologia “Internet of things” in grado di funzionare autonomamente e di fornire informazioni in tempo reale sugli effetti della crisi climatica tra accrescimento, densità della chioma, ingiallimento delle foglie e stress idrico delle piante forestali.

 

L’attività che interesserà i boschi dal Canada alla Cina, dall’Ecuador alla Tanzania, dall’Argentina all’Australia, senza dimenticare il Trentino, rientra all’interno del progetto Remotrees, di cui Fem è coordinatore, finanziato dal programma Horizon Europe.

 

Al progetto concorrono altri sei partner quali Nature 4.0 (Italia), Deutsche GeoForschungsZentrum (Germania), Eolab (Spagna), Philipps-Universität Marburg (Germania), National Institute for Laser, Plasma and Radiation Physics (Romania) e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr, Italia).

 

La fusione dei dati ottenuti con questo dispositivo, denominato Remotrees, con quelli ottenuti dalle immagini satellitari permetterà di migliorare i modelli computazionali per mappare lo status delle foreste, favorendone una gestione più sostenibile e massimizzandone il sequestro di carbonio.

 

"Grazie alle nuove tecnologie - spiega Loris Vescovo, ricercatore dell’Unità di ecologia forestale della Fem e coordinatore del progetto Remotrees - realizzeremo uno strumento che servirà a raccogliere dati di grande interesse sia per il mondo della ricerca forestale che per la European Space Agency e la Nasa, le quali sono alla ricerca di reti permanenti per validare ed interpretare le proprie immagini satellitari".

 

A causa dei cambiamenti climatici molte foreste, anche in Trentino, stanno conoscendo fenomeni di stress e di degrado che vanno monitorati. “Le foreste - prosegue Vescovo - sono un ecosistema che pensiamo di conoscere molto bene essendo che in alcune regioni, come il Trentino e la Liguria, coprono ben due terzi del territorio. In realtà, l’origine del nome indica invece il contrario: il latino 'foris stare' sta per 'stare al di fuori', inteso come 'lontano dai centri abitati' e 'sconosciuto'. L’etimologia suggerisce che, di fatto, molte aree forestali sono poco accessibili e raggiungibili in molte ore (in alcuni casi estremi, giorni) di viaggio dalle città, come nelle zone subartiche e ai tropici. Di conseguenza risulta necessario monitorarne lo stato di salute e come reagiscono ai cambiamenti del clima".

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