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Grandi carnivori, "Fugatti tanto ha promesso ma poco ha fatto", Casa Autonomia: "Preoccupa la scelta del nuovo assessore: confidiamo si prenda il tempo per studiare"

Il punto di Casa Autonomia sulla gestione di orsi e lupi: "Nel campo della gestione grandi carnivori il nostro Presidente è in testa alla lista di quelli che tanto promettono ma poco fanno. Preoccupa anche il cambio di assessore perché parte da una posizione di oggettiva incompetenza. Non a caso gli allevatori hanno voluto stigmatizzare la cosa. Oltre al fatto che la persona incaricata non ha mai dimostrato simpatia per la categoria. Tuttavia, confidiamo che voglia prendersi il tempo di studiare, impegnarsi e recuperare"

Di S.D.P. - 22 novembre 2023 - 11:15

TRENTO. "Lontani i tempi in cui la Provincia era prima nel campo della gestione e della ricerca, oggi la Pat è invece in testa alle classifiche nazionali per la confusione in politica. Nel campo della gestione grandi carnivori poi, il nostro Presidente è in testa alla lista di quelli che tanto promettono ma poco fanno". Da qualche a tempo a questa parte fra dichiarazioni e titoli di giornale fuorvianti, si è venuta a creare una gran confusione sul tema dei grandi carnivori. A farlo notare sono gli esponenti del movimento Casa Autonomia, che hanno deciso di esporre la questione (dicendo la loro) attraverso un comunicato stampa.

 

"Così - si legge nel testo - ci si affida ai titoli di giornale per cercare un po' di effetto mediatico. Si parla di una nuova norma sui lupi. Ma non si dice né quando né come, si parla di accordo interregionale per campionamento conoscitivo sullo status dell'orso coi toni roboanti di sempre e poi si leggono i numeri sono una “ciofeca”". Secondo il segretario politico Michele Dallapiccola e la consigliera provinciale Paola Demagri sarebbero infatti ormai lontani "i tempi in cui eravamo primi nelle varie attività di prevenzione. Nei monitoraggi ad esempio e nell'attività conoscitiva del numero e alla distribuzione degli animali sul nostro territorio - proseguono -. E attenzione: sappiamo benissimo che il problema orso e lupo non si esaurisce nell'esecuzione della mera contabilità del loro numero di esemplari". 

 

Sebbene la questione grandi carnivori non si limiti alla conoscenza dei numeri effettivi di esemplari, "è anche vero che, essendoci al primo posto della politica nella gestione di orsi e lupi la sicurezza delle persone, il primo passo da prendere è necessariamente quello di sapere quanti sono, dove sono e come si muovono con la maggior precisione possibile". Gli esponenti di Casa Autonomia tengono poi a sottolineare quanto possano risultare 'lunghi' i tempi della giustizia, periodi spesso oltremodo dilatati che non consentono (evidentemente) di rispondere nell'immediato a un'urgenza alla quale sarebbe necessario rispondere quanto prima. 

 

"Per decidere del nostro destino Roma, Bruxelles e i vari Tar tirati in mezzo impiegheranno anni - fanno notare -. E intanto? Che ce ne facciamo delle conferenze stampa tenute al motto di faremo tutto noi? E preoccupa ulteriormente anche il cambio di assessore (QUI I DETTAGLI) perché parte da una posizione di oggettiva incompetenza. Non a caso gli allevatori hanno voluto stigmatizzare la cosa. Oltre al fatto che la persona incaricata non ha mai dimostrato simpatia per la categoria. Tuttavia, confidiamo che voglia prendersi il tempo di studiare, impegnarsi e recuperare". 

 

E concludono: "Tornado al piano interregionale per il censimento degli orsi, offriamo una riflessione sui numeri. Raccogliere 135 campioni in un anno su 4 Regioni non sembra proprio una “bazza”. Fa ridere che ci si metta pure Ispra. L'ultimo campionamento decente fatto, quando ancora l'impegno era serio, lo riporta il rapporto orso 2018. 524 campioni li fece la sola Provincia di Trento. E manca tutta la parte riguardante il Lupo. Leggi per intervenire e risultati concerti arriveranno chissà quando e il modo di attendere ci sembra proprio inadeguato. Questo governo, pur premiato nelle urne, ha finito la legislatura lasciando girare gli animali coi collari dalle pile scariche, ha annunciato l'impossibile e ottenuto zero nei risultati. Il rischio che il disimpegno passi in primo piano dev’esser tenuto più lontano possibile". 

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