Innevamento artificiale, "analizzare l'impatto prima di dare l'ok a nuovi invasi". La proposta dei Verdi bocciata in Consiglio: "Nell'ultimo periodo 4 nuovi bacini"
Il Consiglio provinciale ha bocciato la moratoria proposta da Staffler (Gruppo verde): "Per la trasformazione in neve questi bacini hanno bisogno della quantità di energia necessaria a coprire il fabbisogno delle famiglie di Bressanone e Merano insieme. Se continueremo a seguire questo trend non riusciremo mai a fare quella svolta energetica che anche la Giunta continua a citare"

BOLZANO. No alla "moratoria sui progetti di innevamento artificiale" in cui si chiedeva di commissionare degli studi per esaminare l'impatto sul ciclo idrico naturale e analizzare il consumo di elettricità e di energia sulle piste prima di dare l'ok a nuovi invasi e dare ulteriori concessioni idriche.
E' proseguita proprio questa mattina (8 marzo) la discussione sulla mozione presentata da Hanspeter Staffler (Gruppo verde). Oltre allo studio sugli effetti dell'innevamento artificiale, nel testo veniva proposto anche di deliberare una moratoria per la neve sulle piste, in modo che non venissero realizzati ulteriori invasi né permesse nuove concessioni idriche fino a quando non sarebbero stati disponibili gli studi prima menzionati.
"In tempi di cambiamento climatico dovremmo osservare con particolare attenzione tutti quei progetti affamati di energia e di risorse naturali - spiega il Gruppo Verde -. Bacini e impianti per l’innevamento artificiale fanno proprio parte di questa categoria. Solo nell’ultimo periodo sono entrati in funzionamento quattro nuovi bacini. Per la trasformazione in neve questi bacini hanno bisogno della quantità di energia necessaria a coprire il fabbisogno delle famiglie di Bressanone e Merano insieme".
Il Consiglio provinciale ha però bocciato la mozione "Tutela del clima: moratoria sui progetti di innevamento artificiale". Il primo firmatario Staffler afferma nel corso del dibattito: "E se continueremo a seguire questo trend non riusciremo mai a fare quella svolta energetica che anche la Giunta continua a citare". Preoccupazione anche per le conseguenze idrogeologiche di questi progetti, "di cui oggi ancora non sappiamo abbastanza per poter prendere delle decisioni davvero ponderate".
Nell'ultimo dossier pubblicato da Legambiente viene riportato anche il numero di bacini artificiali per Regione, ed il Trentino Alto Adige svetta in prima posizione. Sono 59 infatti i bacini artificiali presenti sul nostro territorio, poco più del 40% del totale nazionale (142 bacini).
Secondo i Verdi l'assessore Vettorato ridimensiona il problema, ribandendo che "la Provincia prende decisioni solo ed esclusivamente in base alla sostenibilità", definendo quindi la mozione "ideologica": "Trasformare l'acqua in neve artificiale - dichiara Vettorato - vuole dire tenerla in montagna. In quanto all’energia utilizzata si sta lavorando per rendere tutti gli impianti energeticamente autonomi, puntando su fotovoltaico e idrogeno". L'unico modo per accumulare l'acqua, che comincia a scarseggiare, prosegue l'assessore leghista, "è proprio creare bacini artificiali, che non servivano solo per l'innevamento, ma anche per la protezione civile e l'agricoltura".
A questa affermazione rispondono i Verdi sulla base dell’Osservatorio per il turismo sostenibile in Alto Adige: "A seconda del bacini le conseguenze possono essere più o meno negative - conclude il gruppo consigliare - ma ci sono elementi che suggeriscono che l’utilizzo dell’acqua per l’innevamento artificiale può provocare criticità idriche. Gli studi in merito sono ancora troppo pochi. La Giunta si fa sempre bella del suo Piano clima, ma è ora che faccia seguire fatti concreti alle belle parole".


















