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| 25 feb 2023 | 17:05

"La Giunta Zaia vuole gli alberghi ad alta quota". Il no di Zanoni al "cemento" sopra i 1.600 metri: "Potrebbero sorgere 172 nuove strutture in tutto il Veneto"

Una discussione che prosegue da mesi, emersa con le Starlight Room, stanze panoramiche nel cuore delle Dolomiti bellunesi a circa 2.300 metri di quota. Il ddl per lo "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto" è stata discussa in Seconda commissione pochi giorni fa. Il consigliere dem: "E dopo gli alberghi ad alta quota cosa succederà? Seguiranno anche le strade asfaltate per portare i vip?"

"La Giunta Zaia vuole gli alberghi ad alta quota"
di Francesca Cristoforetti

VENEZIA. "La Giunta Zaia vuole gli alberghi ad alta quota, in deroga alla normativa. Se la proposta diventerà legge, avrà un impatto devastante". E' questo il commento del consigliere regionale del Pd Veneto, Andrea Zanoni, al disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale "Modifiche alla legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 - Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto". Una proposta arrivata ancora ancora mesi fa, ma discussa in Seconda Commissione consiliare soltanto pochi giorni fa.

 

Una discussione questa che va avanti da molto tempo e che era emersa con le Starlight Room, stanze panoramiche vicino a Passo Falzarego che permettono una vista spettacolare  a circa a 2.300 metri, nel cuore delle Dolomiti bellunesi salvate a fine ottobre 2022, con l'ok della delibera arrivata dalla Giunta regionale. Le due strutture (una del 2017, l'altra del 2018) rischiavano di essere rimosse definitivamente perché "a livello regionale non era stata modificata la legge sul 'turismo esperienziale', per cui le strutture non erano inserite in questa categoria", aveva spiegato l'ideatore Raniero Campigotto a Il Dolomiti.

 

Un no secco è arrivato dal consigliere Zanoni, a margine della seduta della Seconda Commissione. "Dopo la costosissima pista da bob e le interdittive antimafia - dichiara -, le Olimpiadi potrebbero causare altri effetti collaterali per le nostre montagne. La riprova c’è stata con la presentazione di questo progetto di legge che consente, in deroga ai divieti di tutela paesaggistica e urbanistici, nuove costruzioni 'avveniristiche' sopra i 1.600 metri di altitudine. Si tratta di una vera e propria violazione di quel santuario che è costituito dalle nostre più belle vette dolomitiche".

 

Zanoni si è quindi espresso con un voto contrario. "Bene incentivare il turismo sostenibile - prosegue -, ma in questo testo registro solo la prospettiva di gravi impatti ambientali, in contesti delicatissimi. Se passa questo obbrobrio, chi andrà in alta quota, oltre a malghe, rifugi e bivacchi alpini, si ritroverà a fare i conti con queste strutture. La cosa grave è il tentativo di scavalco della legge regionale sull’urbanistica 11/2004, che prevede che ‘Non è consentita la nuova edificazione nelle aree boscate e al di sopra dei 1.600 metri, fatta salva per queste ultime aree la realizzazione di malghe, rifugi e bivacchi alpini'".

 

Il timore è che si dia spazio alle grandi costruzioni. "E dopo gli alberghi ad alta quota cosa succederà? - accusa Zanoni -. Seguiranno anche le strade asfaltate per portare i vip ad alta quota?". L'esponente dem spiega che, "stando alla legge, potranno essere realizzate ben due strutture del genere per ogni Comune. Considerati quelli con territori sopra i 1.600 metri, parliamo di ben 86 Comuni così distribuiti tra province: 56 a Belluno, 18 a Vicenza, 9 a Verona e 3 a Treviso. Per un totale di 172 alberghi avveniristici ad alta quota in Veneto".

 

"La legge presentata - prosegue Zanoni - parla di strutture a basso impatto ambientale e di un elevato rapporto tra superficie finestrata e quella del pavimento: ma come si misura questo rapporto? Soprattutto non sono indicati vincoli di cubatura: questo testo appare perciò come una delega in bianco alla Giunta. Ma come verranno affrontate le questioni relative ai servizi necessari? Come verrà portata l'acqua potabile e per i servizi igienici a quelle quote? Come verrà prodotta l'energia elettrica necessaria?".

 

Zanoni contesta che "la commissione Ambiente ha solo la funzione di fornire un parere da dare alla commissione Cultura, pur trattandosi di norma al 90% composta di disposizioni urbanistiche". E punta il dito sul fatto che "tutto ciò verrà realizzato in ambiti naturali e paesaggistici altamente tutelati - conclude -, spesso addirittura dentro ai Parchi Naturali Regionali e Statali. Portare turismo altamente consumistico ad alta quota costituisce un attacco al paesaggio, alla natura delle nostre montagne, alle Alpi e a tutta la biodiversità, compresa la tipica fauna alpina che le norme nazionali e internazionali proteggono in via prioritaria".

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