"Fuoristrada sui sentieri di montagna? C'è una popolazione anziana di cacciatori che si sente in diritto di poter andare ovunque in auto"
ll progetto di legge di modifica alla disciplina della viabilità silvo-pastorale continua a far discutere. Pochi giorni fa, la vicepresidente della provincia di Belluno Silvia Calligaro ha ribadito che l’azione della Regione è orientata alla tutela e all’equilibrio delle specie. Andrea Zanoni, consigliere regionale di Europa Verde, replica a Il Dolomiti: “Il vero motivo è che c’è una popolazione di cacciatori anziana che si sente in diritto di poter andare ovunque in macchina”

BELLUNO Il progetto di legge n.189 di modifica alla legge che disciplina la viabilità silvo-pastorale continua a far discutere. Pochi giorni fa, la vicepresidente della provincia di Belluno Silvia Calligaro ha replicato alle proteste sostenendo che l’azione intrapresa dalla Regione è orientata alla tutela e all’equilibrio delle varie specie. “Le motivazioni fornite da Calligaro sono fantasie. Il vero motivo è un altro: i cacciatori da sempre fanno le loro attività senza dover passare con i fuoristrada. È evidente che ora c’è una popolazione di cacciatori anziana che si sente in diritto di poter andare ovunque in macchina” replica a il Dolomiti Andrea Zanoni, consigliere regionale di Europa Verde.
Zanoni, con il collega Renzo Masolo, ha depositato 106 emendamenti al provvedimento e recentemente ha risposto anche ai tentativi di giustificazione da parte dell’assessore Cristiano Corazzari, chiedendosi "come può sostenere che non ci sarà nessun incremento di traffico quando i documenti ufficiali parlano di 28.500 mezzi potenzialmente in circolazione su percorsi finora interdetti? E come può affermare che questa legge garantirà 'più sicurezza a tutte le persone che frequentano queste strade', quando è evidente che migliaia di fuoristrada che sfrecciano in mulattiere e sentieri rappresentano un pericolo enorme per escursionisti, famiglie e amanti della montagna?".
Ora cerca giustificazioni anche Calligaro, tra le cui deleghe in provincia ci sono anche caccia e pesca. Secondo la consigliera, “dovremmo smetterla di considerare i cacciatori come i devastatori della montagna. Sono fondamentali per la salvaguardia dell’ambiente, a cominciare dalla fauna, poiché si prendono a cuore la sua gestione che punta a una protezione intelligente. I cacciatori sono le sentinelle del territorio: si fanno carico della manutenzione, sfalciano prati e pascoli, provvedono ai censimenti, collaborano con gli enti pubblici nelle più diverse incombenze”.
“Nessuno, tranne la vicepresidente, sente la necessità della presenza dei cacciatori su fuoristrada in alta quota. Già ci vanno - prosegue Zanoni - camminando come tutte le altre persone. Questa legge smentisce l’immagine virtuale, creata a tavolino, del cacciatore come difensore dell’ambiente: è evidente che non puoi apprezzare la natura scorrazzando con i fuoristrada. Ed è altrettanto evidente che, invece, l’intento è solo di poter usufruire di un privilegio per andare a uccidere più animali anche dove è più difficile e faticoso farlo. Chi amministra il territorio dovrebbe essere capace di fare sintesi di tutte le necessità e gli interessi. Poiché ciò cui dobbiamo pensare per le nostre montagne sono la sostenibilità e il turismo sostenibile, e di turisti ce ne sono molti di più dei cacciatori, non capisco perché Calligaro non tenga conto delle esigenze della maggior parte di cittadini e cittadine che vogliono i sentieri di montagna vietati ai mezzi a motore. Prima viene infatti il loro diritto a poter andare in montagna e camminare immersi nella natura, poi ci sta anche la caccia ma fatta come da 40 anni a questa parte. Invito infatti la vicepresidente a chiedersi perché il legislatore aveva previsto dei divieti: sono sentieri fragili, quindi ha incluso poche deroghe riservate a residenti, malgari, rifugisti e chi fa manutenzione e pronto soccorso. E forse non se n’è ancora accorta, ma esiste anche il cambiamento climatico, che comporta precipitazioni più intense e quindi un effetto ulteriore sui sentieri, che diventano ancora più fragili. In un momento del genere, dunque, dovremmo pensare a maggiori tutele e non a liberare 28.500 mezzi di cacciatori. La inviterei a essere imparziale e, da amministratore, pensare alle necessità prevalenti e non ai privilegi”.
Oltre ai privilegi, la ciliegina sulla torta: l’esenzione dal pagamento del contrassegno. “Mentre soccorritori, guardie provinciali, residenti, malgari e rifugisti devono pagare il contrassegno di circolazione, i cacciatori no. Questa esenzione - conclude - va contro gli interessi dei cittadini, perché quella piccola tassa contribuisce alle spese dei comuni, che hanno subito tagli sostanziali anche con l’ultima manovra finanziaria e hanno quindi bisogno di quelle entrate per pagare le pratiche e fare manutenzione ai sentieri. Perché allora anche il privilegio della gratuità? Infine, la invito a informarsi presso gli uffici della Regione, che hanno stimato un impatto che, a mio avviso, l’ambiente montano non potrà reggere. Anche il Cai Veneto ha preso posizione contraria e non è cosa da poco: non è infatti un'associazione anti caccia e animalista, ma su questioni concrete che lo riguardano direttamente, questioni che conosce perché nasce per tutelare l'ambiente di montagna, va ascoltato. Capisco che ci sono le elezioni, ma le campagne elettorali vanno fatte dai partiti con i propri soldi e non tramite le istituzioni con le leggi”.
Zanoni ribadisce che porterà avanti i 106 emendamenti: “Sarà una battaglia dura, ma interverrò su tutti gli emendamenti perché io e gli altri consiglieri siamo lì in rappresentanza dei cittadini e per il rispetto della legalità e dell’ambiente”. Nell’ultimo Consiglio regionale non c’è stata infatti la discussione prevista del punto all’ordine del giorno, invertito con il successivo. Al momento, al prossimo Consiglio di martedì 6 maggio è stato calendarizzato anche l’esame della proposta, ma difficilmente i tempi permetteranno di esaurire la discussione.












