La lince orfana Karlo è stata liberata nella foresta di Tarvisio (VIDEO): “Evento storico, l’obiettivo è creare un nucleo per unire la popolazione alpina con quella dinarica”
La lince è il mammifero più raro del panorama faunistico nazionale e rischia di scomparire dall’Italia. Le linci traslocate in Italia si integreranno con gli esemplari già liberati nelle Alpi Giulie slovene nell’ambito del progetto comunitario Life Lynx

TARVISIO. Si chiama Karlo la quinta e ultima lince rilasciata nei giorni scorsi nella foresta di Tarvisio, in Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del progetto che prevede il rafforzamento genetico della popolazione italiana di questa specie. Come spiegano gli esperti la lince è il mammifero più raro del panorama faunistico nazionale e rischia di scomparire dall’Italia. In Trentino è presente un unico esemplare, denominato B132, che nel 2008 è arrivato autonomamente dalla Svizzera e oggi vive nella zona della val d’Ampola.
L’evento di rilascio, definito “storico”, è stato organizzato dal team del progetto ULyCA (Urgent Lynx Conservation Action) e completa un lavoro iniziato più di due anni fa. L’iniziativa è stata portata avanti dai carabinieri forestali e Progetto Lince Italia dell'Università di Torino che si occupa degli aspetti tecnici e logistici. Importante il supporto ricevuto da Wwf Italia, Germania, Svizzera e Austria, oltre alla collaborazione del gruppo di lavoro “Caccia e lince” che riunisce le principali associazioni venatorie regionali.
Lo scopo è quello di creare un nucleo di linci che consenta il ricongiungimento della popolazione alpina con quella dinarica. Le linci traslocate in Italia, in particolare, si integreranno con gli esemplari già liberati nelle Alpi Giulie slovene nell’ambito del progetto comunitario Life Lynx. Questo progetto si è reso necessario per contrastare l’impoverimento genetico di cui soffriva questa popolazione.
Come già anticipato sono 5 le linci liberate nell’ambito dello stesso progetto. Margy, una giovane femmina di 3 anni del cantone del Giura, in Svizzera. È stata rilasciata il 9 marzo 2023 e trasferita a nord, passando per la Slovenia ha attualmente raggiunto i Nockberge nella regione della Carinzia. Anche Sofia è una giovane femmina di 6 anni del cantone del Giura, in Svizzera ed è stata rilasciata il 16 marzo 2023 e attualmente si trova anche in Carinzia, a nord della città di Villach. Jago invece è un maschio di 3 anni di Vrancea (Romania). Ora sta esplorando le Alpi Giulie. Talia è una femmina di 2 anni anche lei di Vrancea ed è stata rilasciata insieme a Jago il 16 maggio 2023.
Infine Karlo è stato rilasciato il 13 giugno 2023 a Tarvisio, in occasione della Giornata Internazionale della Lince. È stato catturato il 22 ottobre 2022 in Croazia poiché aveva perso sua madre. Le giovani linci per l’appunto seguono la madre fino all’età di undici mesi prima di diventare indipendenti. Se perdono la madre prima, hanno poche possibilità di sopravvivenza. Karlo infatti si avvicinava alle case in cerca di cibo. Le esperienze passate, ricordano gli esperti, hanno dimostrato che tali linci orfane possono essere riabilitate con successo, cioè allevate in cattività e rilasciate in natura come linci sane. Per la riabilitazione, Karlo è stato portato allo zoo Bojnice in Slovacchia, un centro specializzato per la riabilitazione delle linci.
La zona dove è stato rilasciato Karlo si trova in una remota vallata della Foresta di Tarvisio al confine con la Slovenia, a circa 30 chilometri a ovest della popolazione di lince reintrodotta nelle Alpi slovene. In questo modo si va a ripristinare la connessione tra le popolazioni di linci slovene e italiane, dando vita a un nuovo nucleo vitale in un’area strategica, un vero e proprio corridoio biogeografico in grado di fungere da ponte tra le popolazioni dinariche e alpine. Si tratta di una operazione internazionale complessa dal punto di vista organizzativo, logistico e tecnico-scientifico, che ha richiesto e richiede una ampia condivisione e partecipazione.
Prima delle traslocazioni dalle aree di cattura, tutte le linci sono state sottoposte a un accurato controllo sanitario e sono state dotate di un radiocollare per poterne seguire i movimenti alla ricerca di un territorio. Inoltre, il loro profilo genetico è stato testato per evitare traslocazioni di linci imparentate. Dopo il loro rilascio, le 5 linci traslocate vengono monitorate dal gruppo di ricerca in collaborazione con i cacciatori locali utilizzando trasmettitori Gps.













