L’Alto Adige dice stop alle nuove cave di torba: inquinano l'ambiente. Approvata una nuova legge sull’estrazione delle materie prime minerali
D’ora in avanti in Alto Adige i permessi minerari saranno concessi quando verrà comunicata la “comprovata necessità di materie prime”. L’assessore Achammer: “Nella stesura della nuova legge provinciale era importante trovare un regolamento per l'estrazione delle materie prime minerali che tenesse conto delle preoccupazioni economiche, ecologiche e sociali e che fosse nello spirito di un equilibrio di interessi”
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BOLZANO. Nelle scorse ore il Consiglio provinciale altoatesino ha approvato la nuova versione della legge provinciale sull’estrazione di materie prime minerali. Il progetto di legge, presentato a metà marzo dall’assessore provinciale Philipp Achammer, mira a trova un equilibrio fra due esigenze, quella dello sviluppo economico e quella della tutela ambientale. Da un lato infatti le materie prime minerali come sabbia, ghiaia, pietrisco, pietra o torba sono ampiamente utilizzate nell'industria edile altoatesina e possono essere estratte in larga misura in provincia, dall’altro l’estrazione delle materie prime inquina.
“Nella stesura della nuova legge provinciale era importante trovare un regolamento per l'estrazione delle materie prime minerali che tenesse conto delle preoccupazioni economiche, ecologiche e sociali e che fosse nello spirito di un equilibrio di interessi”, ha spiegato l'assessore provinciale Achammer. “Ci siamo riusciti, anche coinvolgendo le associazioni interessate, per cui possiamo dire di aver trovato una buona soluzione per creare un equilibrio tra le esigenze di approvvigionamento e di utilizzo delle materie prime da un lato e la sostenibilità e la compatibilità ambientale dall'altro”.
Le componenti principali della nuova legge statale riguardano, da un lato, i requisiti per le aziende: come l'attuazione delle misure di compensazione ambientale deve essere migliorata in caso di ripristino del paesaggio o di chiusura delle miniere. “Ci saranno controlli più severi sulle specifiche e sui requisiti, nonché sul rispetto delle scadenze per quanto riguarda l'inizio delle attività e le date di scadenza”, si legge nella nota della Provincia di Bolzano.
Per quanto riguarda l'estrazione della torba invece, secondo il Piano clima questa dovrà essere ridotta. In altre parole, non potranno essere aperte nuove cave per l'estrazione della torba, ma potrà essere concessa quella che viene definita “una breve proroga” che sarà valida solo per le cave esistenti e per mantenere la quantità di estrazione già approvata. D'altra parte, la nuova legge provinciale garantisce alle aziende la sicurezza della pianificazione. Inoltre, la nuova legge prevede che la popolazione sia informata per tempo sulle richieste di progetti estrattivi nel Comune.
Inoltre, i permessi minerari saranno concessi quando verrà comunicata la comprovata necessità di materie prime. In questo modo si vuole porre fine alle speculazioni e all'accaparramento dei permessi minerari in futuro. Verrà infine introdotto un sistema di monitoraggio con relativo database per i pozzi e le cave e verrà creata una cartografia dei depositi di sabbia e ghiaia e delle zone di protezione esistenti.


















