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| 14 mag 2023 | 08:32

Orsi, per Tozzi a uccidere Andrea Papi ''non è stata Jj4''. Il divulgatore rilancia la teoria bocciata dagli esperti

Il primo ricercatore del Cnr, divulgatore scientifico, scrittore e conduttore televisivo Mario Tozzi riprendere la tesi, tutt'altro che verificata, che a uccidere Andrea Papi nei boschi di Caldes sarebbe stato un maschio. Ma ci sono i documenti ufficiali e gli esperti ribadiscono la solidità delle prove del Dna

Orsi, per Tozzi a uccidere Andrea Papi non è stata Jj4''

TRENTO. "Non è stata l'orsa Jj4, ma, come ampiamente ipotizzabile, nessuna aggressione o peggio". A intervenire è Mario Tozzi. Il primo ricercatore del Cnrdivulgatore scientifico, scrittore e conduttore televisivo riprendere la tesi, tutt'altro che verificata, che a uccidere Andrea Papi nei boschi di Caldes sarebbe stato un maschio. "Ora, amministratori e alcuni valligiani e cacciatori della provincia hanno interessi inconfessabili oppure sono ignoranti o in malafede?".

 

Un duro attacco che prende le mosse da un'ipotesi basata, di fatto, quasi esclusivamente sulle dimensioni del morso che per la Leal sarebbe troppo grande per essere quello di una femmina. Una tesi che aveva conquistato i titoli dei giornali pur essendo costruita su tanti condizionali e interpretazioni di quella che è stata la perizia veterinaria forense che, invece, ha evidenziato come il Dna trovato tra le ferite di Andrea Papi sia quello di Jj4

 

Ora si è inserito in questo solco anche Tozzi, "secondo la relazione tratta dalla perizia veterinaria forense (Loprete) la distanza dei canini (una specie di impronta digitale degli orsi) ritrovata sul corpo di Andrea Papi è quella tipica di un orso adulto maschio. Non ci sono segni di consumo, né di asportazione di organi e le ferite non sono quelle finalizzate all'eliminazione dell'avversario. La reazione è quella di un tentativo protratto di dissuasione sulla vittima. Non è, insomma, né un attacco deliberato né una predazione e anzi l'orso avrebbe cercato di allontanare il ragazzo". Un post diventato virale in poche ore e condiviso da migliaia di follower.

Una tesi che parte dalla Leal, associazione che nel depositare una serie di ricorsi contro le ordinanze di cattura e abbattimento per Jj4, è entrata in possesso di alcuni referti relativi alla morte di Andrea Papi. Da qui è stato deciso di incaricare dei veterinari forensi di eseguire una sorta di contro-perizia.

 

Se la tesi è stata ripresa anche dal ministro Lollobrigida, alcune tra le principali associazioni animaliste che hanno scaricato le ipotesi di Leal. A Il Dolomiti qualsiasi esperto ha smentito questa teoria che non appare solida mentre ci sono documenti ufficiali, compresa quella della Procura di Trento, e analisi portate avanti da enti terzi rispetto alla Provincia di Trento che hanno evidenziato le tracce e isolato il Dna di Jj4.

 

Rilievi da prendere assolutamente con le pinze”, aveva detto, per esempio, Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia alla Sapienza di Roma ma anche presidente della Large Carnivore Initiative for Europe, in merito a quanto affermato negli scorsi giorni da Leal.

 

A coincidere tra il parere delle associazioni e degli esperti è che l’attacco subito da Papi non sia riconducibile a un’attività predatoria e che dunque lo scontro possa essere legato a un incontro casuale sfociato purtroppo in una tragedia.

 

Resta che una maggiore trasparenza da parte della Provincia e una presa di posizione ufficiale permetterebbe di fare chiarezza in queste situazioni delicate. Una scelta di non intervenire che alimenta la confusione, sospetti e altre teorie.

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