Per la Leal Jj4 non ha ucciso Papi. Interviene la famiglia del ragazzo: ''Nulla ci ridarà Andrea ma non accettiamo ulteriori provocazioni''
Secondo la ricostruzione dell'associazione animalista i segni del morso non sarebbero compatibili con quelli di una femmina ma di un maschio (anche se nelle ferite mortali del giovane vi erano tracce chiare del Dna di Jj4). Carlo Papi, Franca Ghirardini, Laura Papi e Alessia Gregori chiedono rispetto e comprensione: ''Prendiamo le distanze da ricostruzioni che al momento non trovano, secondo gli atti ufficiali oggettivi riscontri''

TRENTO. C'è stupore e dolore ulteriore da parte della famiglia di Andrea Papi per l'ulteriore ''ipotesi ricostruttiva'' che è emersa in queste ore ad opera della Leal. Una ricostruzione che ha molti elementi che non tornano, come sottolineato anche da il Dolomiti (QUI APPRFONDIMENTO), e che contrasta con la versione ufficiale e con ''prove'' ritenute molto solide come quella della presenza del Dna di Jj4 tra le ferite del giovane. Per Leal e “Zampe che danno una mano”, la tesi riformulata è che l’orsa Jj4 non sarebbe la responsabile dell’aggressione mortale dello scorso 5 aprile che è costata la vita al 26enne di Caldes Andrea Papi.
La Leal per prima aveva depositato una serie di ricorsi contro le ordinanze di cattura e abbattimento per Jj4 entrando così in possesso di alcuni referti relativi all’aggressione subita da Papi. A questo punto le due associazioni, difese rispettivamente da Aurora Loprete e Giada Bernardi, hanno incaricato i veterinari forensi Cristina Marchetti e Roberto Scarcella di eseguire una sorta di contro-perizia e in sostanza, secondo le associazioni, i segni lasciati dai canini dell’orso che ha ucciso il 26enne non sarebbero compatibili con quelli di Jj4. “Le femmine di orso – spiegano – presentano misure inferiori rispetto ai maschi sia come massa corporea sia come misure dentali”. È vero che i maschi di orso bruno sono più grandi rispetto alle femmine ma non bisogna dimenticare che Jj4 ha raggiunto i 17 anni di età e pesa circa 150 chili. Si tratterebbe pertanto di un esemplare adulto e pienamente sviluppato.
Secondo gli esperti interpellati da il Dolomiti i rilievi effettuati sulla dentatura posso aiutare a capire se l’esemplare in questione sia un adulto piuttosto che un giovane, ma non è detto che possano identificare con assoluta precisione un singolo soggetto. Ma tant'è la polemica è scoppiata e la notizia da qualche ora circola in rete con grande forza. Ecco che allora sulla vicenda interviene anche la famiglia di Andrea Papi per tramite dei legali Maura Cravotto e Marcello Paiar
''La famiglia Papi - spiegano - legge con stupore il comunicato della Leal che afferma come i propri consulenti abbiano determinato, mettendo con ciò in dubbio gli esiti comunicati dalla Procura della Repubblica, come l’aggressione ad Andrea non sarebbe avvenuta da parte dell’orsa JJ4 ma da parte di un orso maschio adulto. La famiglia Papi ha sempre affermato che nulla ridarà loro Andrea, ma che non intende accettare ulteriori provocazioni. La Procura ha disposto un incidente probatorio i cui esiti non sono ancora noti, se non per alcuni aspetti già evidenziati con un comunicato stampa dal Procuratore della Repubblica e che vanno nella direzione opposta rispetto alle sensazioni dei consulenti di parte della Leal''.
''Carlo Papi, Franca Ghirardini, Laura Papi e Alessia Gregori chiedono rispetto e comprensione - concludono - ma nonostante gli attestati di apparente solidarietà, ricevono continue critiche e provocazioni inaccettabili. Dopo aver sopportato ricostruzioni fantasiose e francamente incredibili ora devono sopportare un ulteriore ipotesi ricostruttiva. La famiglia Papi intende prendere le distanze da ricostruzioni che allo stato non trovano, secondo gli atti ufficiali non trovano oggettivi riscontri, confidando che la relazione peritale disposta dalla Procura, quando sarà depositata, possa mettere un punto alla dolorosa vicenda''.


















