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| 09 mag 2023 | 18:08

Lollobrigida 'abbocca' alla tesi che ad uccidere Andrea Papi non è stata Jj4: ''Se è così circola un altro animale che potrebbe ripetere attacco a persone''

Quella che al momento è un'ipotesi costruita su pochi elementi (mentre chi ha accertato che è stata Jj4 gli elementi a disposizione li aveva tutti ed ha anche rilevato il Dna) sta circolando sempre più con forza come fosse una verità e così anche il ministro dell'Agricoltura è intervenuto per dire la sua: ''Se non è stata Jj4, è stato un altro animale attualmente in libertà e potrebbe ripetersi quello che è successo. I nostri cittadini non devono rischiare se vanno a fare una passeggiata"

Lollobrigida 'abbocca' alla tesi che ad uccidere Andrea Papi non è stata Jj4

PISA. Ci mancava il ministro all'Agricoltura Francesco Lollobrigida a dar credito a una tesi tutt'altro che verificata e che gronda dubbi e perplessità. Quella che ieri ha conquistato i titoli dei giornali pur essendo costruita su tanti condizionali e interpretazioni di quella che è stata la perizia veterinaria forense che, invece, ha evidenziato come il Dna trovato tra le ferite di Andrea Papi sia quello di Jj4. La notizia era che per la Leal ad aggredire il giovane trentino nei boschi di Caldes e a ucciderlo sarebbe stato un orso maschio. Un'evidenza basata, di fatto, quasi esclusivamente sulle dimensioni del morso che per la Leal sarebbe troppo grande per essere quello di una femmina.

 

Tanto è bastato, comunque, a fare clamore scatenando la solita tempesta social ce chiede che Jj4 sia liberata perché, appunto, sarebbe stata scagionata da questa controperizia. Senza attendere il tempo necessario e, soprattutto, affidandosi al tamtam mediatico che ha semplificato la vicenda in molti casi dando per assodato che Jj4 non c'entri (cosa, lo ripetiamo, ancora tutta da verificare perché ad oggi il punto fermo è quello opposto, che l'aggressione è stata opera proprio di Jj4 e c'è chi, come la Leal, legittimamente, sta verificando ''le carte'' nella speranza di ''scagionarla'') il ministro Lollobrigida è intervenuto con queste esternazioni: ''La vicenda dell'orsa in Trentino dimostra che le attuali normative hanno appurato le criticità. Se non è stata Jj4, è stato un altro animale attualmente in libertà e potrebbe ripetersi quello che è successo", "i nostri cittadini non devono rischiare se vanno a fare una passeggiata".

 

Insomma, ora sulla base di una ipotesi nemmeno troppo attendibile si dovrebbe dare la caccia a un nuovo orso assassino che scorrazza nei boschi trentini (tra l'altro facendo cadere anche l'''attenuante'', se così vogliamo definirla, della presenza dei cuccioli da proteggere da parte della femmina ma lasciando il campo solo ed esclusivamente alla teoria che si tratti del primo maschio assassino per un non ben precisato motivo). "Quanto accaduto - ha spiegato Lollobrigida - e il clamore mediatico che ne è scaturito non deve mettere in discussione la posizione per razionalizzare le diverse presenze nell'ecosistema. Devono sopravvivere tutte le diverse specie e perché possano convivere al meglio servono numero giusti. L'Ispra ci darà indicazioni su quali sono gli animali in eccesso in determinati territori e che mettono a rischio altre specie e la loro stessa sopravvivenza. Su questo bisogna riflettere sempre partendo da dati scientifici". Ecco, meglio affidarsi ai dati scientifici. 

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