"Uccisa in maniera barbara e crudele", il Wwf sulla morte della lince Sofia: "Non sarà il piombo di un criminale a fermare il futuro di questa specie sulle Alpi"
"Non è stato solo ucciso in maniera barbara e crudele un animale protetto, ma qualcuno ha deliberatamente voluto cancellare un simbolo della natura selvaggia i cui equilibri garantiscono anche la nostra sopravvivenza"

TRENTO. La lince Sofia è stata uccisa da un bracconiere in Austria. La notizia arriva da Progetto lince Italia, che sui social ha raccontato lo spiacevole fatto. Questione sulla quale interviene ora anche Wwf Italia: "È un drammatico attacco all'azione di ricostruzione degli ecosistemi fondamentale per il nostro futuro sul Pianeta", viene premesso in un comunicato dell'associazione.
La lince è il mammifero più raro del panorama faunistico nazionale che si sta cercando di salvare dall’estinzione attraverso un programma di rafforzamento avvenuto la scorsa primavera denominato ULyCA. La lince Sofia era una femmina di 6 anni proveniente dal cantone del Giura, in Svizzera. Il suo nome era stato scelto dal Wwf Italia, uno dei partner che sostengono il progetto.
"Non è stato solo ucciso in maniera barbara e crudele un animale protetto, ma qualcuno ha deliberatamente voluto cancellare un simbolo della natura selvaggia i cui equilibri garantiscono anche la nostra sopravvivenza – ha dichiarato Isabella Pratesi, Direttrice Conservazione del Wwf Italia -. Il progetto di reintroduzione delle linci sulle Alpi orientali rappresenta un primo importante passo verso un atteggiamento diverso della comunità umana verso la natura: non più distruggere ma iniziare a ricostruire la natura che abbiamo perso, degradato o distrutto".
"Con enormi sforzi - ha proseguito - stiamo aiutando una specie nei territori che gli appartenevano e da cui è stata in gran parte cacciata, in maniera aggressiva e miope. Il bracconiere che ha compiuto questo gesto ha colpito un importante progetto, che aveva visto la collaborazione di tutti gli attori locali per riportare questo magnifico ed importante animale nelle Alpi orientali".
"Ma non sarà il piombo di un criminale a fermare il futuro della lince sulle Alpi - si è aggiunto Gianluca Catullo, responsabile Specie e habitat del Wwf Italia-. Proseguiremo nella nostra collaborazione con i Carabinieri Forestali, i tecnici del Progetto Lince Italia e gli altri partner di progetto. Il rafforzamento della popolazione di lince nelle Alpi è un obiettivo troppo importante e per attuarlo serve la collaborazione a tutti i livelli. La tutela non deve avere confini, così come non ne ha la fauna che deve essere libera di spostarsi all’interno di corridoi faunistici sicuri". Il Wwf Italia, insieme agli altri uffici alpini, valuterà la possibilità di costituirsi parte civile nel processo che ne scaturirà.












