Auto investe animale e l'analisi su una ciocca di peli fa luce sul caso: "Così abbiamo scoperto di che selvatico si trattava e che è ancora vivo"
I referenti del Progetto lince Italia: "Il risultato delle analisi genetiche non solo confermano che la ciocca di peli apparteneva ad un selvatico, ma è stato possibile anche ricostruire le sue origini. Così abbiamo scoperto la presenza di un nuovo individuo della specie nella Foresta di Tarvisio". Ecco i dettagli

TARVISIO (UDINE). L'incidente è avvenuto a fine febbraio lungo la strada statale "Pontebbana", all'altezza di Camporosso, frazione del Comune di Tarvisio, in Friuli, quando un animale è stato travolto da un'auto. A bordo, una persona che non aveva capito di che selvatico si trattasse: l'animale, dopo la collisione, si era infatti alzato velocemente in piedi, fuggendo verso il bosco.
A raccontare la vicenda, a oltre un mese di distanza dall'accaduto, sono i referenti del "Progetto lince Italia", che spiegano: "Fortunatamente la moderata velocità e la pronta reazione del conducente hanno evitato il peggio. Dal sopralluogo effettuato è stata recuperata una ciocca di peli, rimasta incastrata nel paraurti dell’auto, poi inviata all'Università di Lubiana per le analisi. Oltre al dubbio sul fatto che si trattasse di una lince (questa l'ipotesi ndr), restava anche la preoccupazione che l’animale potesse aver comunque subito ferite con conseguenze rovinose".
E proseguono: "Il 13 marzo, a distanza di una ventina di giorni, una lince senza radiocollare è stata rilevata nei boschi limitrofi dalle fototrappole dei carabinieri forestali, immortalando un animale in apparenti buone condizioni. La probabilità che si trattasse dello stesso animale è molto elevata - fanno sapere -. Adesso ci ha raggiunto anche il risultato delle analisi genetiche, che non solo confermano che la ciocca di peli apparteneva effettivamente ad una lince, ma è stato possibile anche ricostruire le sue origini".
Si tratta di un animale nato nel 2022 in Slovenia, non lontano da Bled, "lince figlia di Zois (padre) e Aida (madre), due degli animali del progetto "Life Lynx", dedicato alla conservazione della specie". Grazie alle analisi è stato possibile rendere nota "anche l'identità di una sorella (Rozi), già catturata e munita di radiocollare, che attualmente vive nelle Alpi Giulie slovene".
Oltre ad aver fatto luce sul caso, le analisi dei campioni sono stati anche forieri di buone notizie per una storia a lieto fine: "Almeno per quello che riguarda la sopravvivenza del raro e prezioso animale e per averci confermato in Foresta di Tarvisio la presenza di un nuovo individuo. Rimane il problema delle barriere architettoniche e del frazionamento del paesaggio - concludono dal "Progetto lince Italia" -. Nell'area si sono registrati nel tempo importanti passaggi faunistici. Nel 1988 nello stesso identico punto ahimè fu travolto e ucciso un orso bruno".












