La nuova impresa di Lorenzo Barone, un viaggio di otto mesi dalla Tunisia al Cile, attraversando da solo l'Oceano Atlantico in barca a remi
Barone partirà dalla Tunisia e attraverserà in bicicletta il deserto africano passando per Algeria e Mauritania. Poi l'attendono tre mesi di traversata in solitaria, in barca a remi, dell'Oceano Atlantico, con sbarco in Guyana. Da lì, a piedi, in bicicletta e utilizzato canoe tradizionali il passaggio nella Foresta Amazzonica, in Brasile. Poi Bolivia, Cile e Argentina, per raggiungere la vetta del Llullaillaco del Salado che sorge nella Cordigliera delle Ande e, con i suoi 6.723 metri, è il vulcano più alto del pianeta Il suo incredibile tour si concluderà ufficialmente a Puerto Vjeco, in Cile

TRENTO. Dalla Tunisia, attraverso il Sahara, l'Oceano Atlantico e l'Amazzonia, sino alla vetta del Llullaillaco del Salado, il vulcano più alto del mondo, situato nelle Ande.
Lorenzo Barone, il 28enne esploratore originario di San Gemini, piccolo comune di 5mila abitanti della provincia di Terni, è pronto per un'altra straordinaria impresa. L'obiettivo?
"Attraversare quatto ecosistemi del nostro pianeta e percorrere la "cosiddetta via della sabbia", il viaggio che le polveri del Sahara compiono per raggiungere e fertilizzare la Foresta Amazzonica" ha spiegato.
Un altro viaggio pazzesco, che durerà complessivamente ben otto mesi: Barone partirà dalla Tunisia e attraverserà in bicicletta il deserto africano passando per Algeria e Mauritania.
Poi l'attendono tre mesi di traversata in solitaria, in barca a remi, dell'Oceano Atlantico, con sbarco in Guyana. Da lì, a piedi, in bicicletta e utilizzato canoe tradizionali il passaggio nella Foresta Amazzonica, in Brasile. Poi Bolivia, Cile e Argentina, per raggiungere la vetta del Llullaillaco del Salado che sorge nella Cordigliera delle Ande e, con i suoi 6.723 metri, è il vulcano più alto del pianeta Il suo incredibile tour si concluderà ufficialmente a Puerto Vjeco, in Cile.
"Ogni anno, milioni di tonnellata di sabbia del Sahara viaggiano nel cielo - scrive Barone sui propri profili social -. Attraverso l'Oceano Atlantico spinte dal vento, volano per migliaia di chilometri e si posano nella foresta amazzonica. Una polvere sottile, quasi invisibile, che attraversa continenti e nutre la vita. Senza questa polvere ricca di fosforo e altri nutrienti, l'Amazzonia - il polmone verde del pianeta - non sarebbe ciò che è. E' un legame che potrebbe sembrare impossibile, eppure esiste, e io proverò a seguirlo per scoprire quanto tutto sia interconnesso e in un mondo che, oggi più che mai, ci appare frammentato e diviso da conflitti e interessi. A piedi, in bici, in canoa e in barca a remi. Tenterò di attraversare quattro degli ecosistemi più grandi ed estremi sul nostro pianeta: il Sahara, l'Atlantico, l'Amazzonia e le Ande. A ottobre inizierà questo progetto. Ci sto lavorando da un anno e ancora c'è tanto lavoro da fare, soprattutto dal punto di vista logistico, burocratico e economico. Anche se la paura non manca, la vita è solo una e sento che il momento di provarci è arrivato. Non sarà facile, ma forse, proprio per questo, indimenticabile".
Nel corso di un'intervista Barone ha mostrato la barca a remi con cui attraverserà l'Oceano Atlantico, in una traversata lunghissima ed estremamente impegnativa, sia dal punto di vista fisico che mentale. Il mezzo sarà dotato di due piccole cabine con sportelli stagni, avrà un riflettore radar per comunicare la propria posizione in tempo reale e i pannelli solari che garantiranno l'energia necessaria.
I pericoli maggiori? "Le onde, i fulmini, mi dicono che le orche si "divertano" a rompere i timoni. Gli squali? Possono magari seguire la barca se getti qualche lisca in mare. Perché lo faccio? Per vivere la natura senza distrazioni, in un'essenza quasi primitiva. Avrei potuto ripetere qualche impresa che avevo già compiuto, ma per avventura significa fare qualcosa di nuovo".












