“Nel fiume Brenta livelli di batteri fecali ed Escherichia coli anche tre volte superiori ai limiti di legge", Baldin (M5S): "La Regione faccia qualcosa"
Preoccupazione per il peggioramento della qualità delle acque del Brenta

PADOVA. “Ho depositato un’interrogazione diretta alla Giunta veneta al fine di conoscere come essa intenda comportarsi per evitare il peggioramento della qualità delle acque del Brenta che hanno manifestato in diversi luoghi del padovano e del veneziano concentrazioni di batteri fecali e di Escherichia Coli superiori alla soglia consentita”.
Lo rende noto la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Erika Baldin che evidenzia: “Soprattutto tra Cadoneghe e Piove di Sacco la loro quantità raggiunge livelli anche tre volte oltre le soglie stabilite dalla legge, senza considerare che poi, alla foce, l’acqua del fiume trascina con sé i rifiuti provenienti da tutte le località a monte, che finiscono spiaggiati. Per questo motivo chiedo alla giunta Zaia di coordinare le istituzioni preposte al controllo ambientale degli scarichi nel tratto padovano".
"Quest'anno i nostri campionamenti ci restituiscono concentrazioni di batteri fecali più elevate - ha detto Francesco Tosato, portavoce di “Operazione Fiumi”, che ha visto i volontari e le volontarie di Legambiente in azione per vari campionamenti - evidenziando delle criticità forse dovute alle acque di dilavamento, contaminate da reflui zootecnici, probabilmente provocate dalle forti piogge nei giorni precedenti i prelievi. L’invito che rivolgiamo alle autorità competenti è di attenzionare il fenomeno individuando e risolvendo le cause di questi valori, che ci auguriamo siano solo un’anomalia che però potrebbe ripetersi considerato il contesto climatico mutato che prevede l'intensificarsi dei fenomeni estremi. Restiamo - ha aggiunto - in attesa di avere i risultati relativi ai nostri campionamenti per il Glifosate e i Pfas, ma intanto per quanto riguarda lo stato chimico del Brenta l’Agenzia regionale ci fornisce un quadro sui cui è doveroso prestare attenzione: erbicidi e pesticidi riscontrati diffusamente lungo il fiume, nonché superamenti degli standard di qualità relativamente ai Pfas, la cui presenza deve stimolare un’attenzione particolare da parte di tutti. Oltre alla qualità delle acque, un elemento di riflessione importante per il fiume Brenta rimane il miglioramento della condizione morfologica che potrebbe aiutare ad indirizzare la corretta gestione delle sue acque, da tutelare maggiormente, insieme all’intero ecosistema fluviale, per cui torniamo a sollecitare le amministrazioni locali e la Regione per l’avvio di un percorso per la realizzazione del parco regionale del fiume Brenta".












