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| 28 mar 2025 | 13:15

Orso da 241 chili catturato e radiocollarato nella notte. Si era appena risvegliato dal letargo e adesso sarà monitorato in tempo reale. L'operazione nella foresta di Tarvisio

L'animale è stato catturato con una trappola tubo, sedato e sottoposto a diversi prelievi (pelo, sangue, feci) e poi radiocollarato, così da poterne monitorare gli spostamenti, i comportamenti e, ovviamente, le eventuali interazioni con le attività umane dai ricercatori del Progetto Lince Italia dell'Università di Torino, coadiuvati dai carabinieri del Reparto Biodiversità di Tarvisio e dai veterinari del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell'università di Udine

TARVISIO. L'operazione è durata circa un'ora ed è perfettamente riuscita. Il grosso esemplare di orso bruno, catturato con trappola a tubo, sedato, radiocollarato e poi liberato, si è allontanato nella foresta di Tarvisio all'alba, ancora un po' intontito dall'anestesia e infastidito dall'odore umano di cui si era, inevitabilmente, impregnato.

 

L'esemplare, che ha un'età di 17 o 18 anni e pesa 241 chili (una stazza "rispettabile" dopo il riposo invernale, durante il quale ha consumato gran parte delle riserve di grasso), si era risvegliato da pochi giorni dopo un letargo di 4 mesi: è uno dei due orsi bruni che vivono in maniera stanziale dell'area del Tarvisiano. Il secondo orso è più giovane di qualche anno (ne ha al massimo 13), ma di lui si sono perse le tracce, visto che è riuscito a sbarazzarsi del radiocollare che gli era stato applicato.

 

Si tratta di esemplari considerati tranquilli, che non hanno avuto contatti con le persone e sono stati protagonisti di qualche episodio di predazione. I ricercatori, consapevoli, che l'orso sarebbe andato alla ricerca di cibo nella zona in cui le valanghe travolgono la selvaggina, ne hanno seguito gli spostamenti.

 

I ricercatori del Progetto Lince Italia dell'Università di Torino, coadiuvati dai carabinieri del Reparto Biodiversità di Tarvisio e dai veterinari del Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell'università di Udine, hanno utilizzato le immagini delle fototrappole per individuare l'esemplare. Ne hanno seguito le tracce e poi sistemato una trappola a tubo, con il quale lo hanno bloccato nelle alte valli del territorio comunale di Malborghetto.

 

L'animale è stato poi sedato e sottoposto a diversi prelievi (pelo, sangue, feci) e poi radiocollarato, così da poterne monitorare in tempo reale gli spostamenti, i comportamenti e, ovviamente, le eventuali interazioni con le attività umane.

 

In Friuli Venezia Giulia attualmente vivono una decina di orsi, la metà dei quali stanziali. Mirtillo e Francesco vivono in Carnia, mentre gli altri sono esemplari giovani che si spostano fino alla Dolomiti e in Slovenia. Ad uno di questi, nel prossimo futuro, il team di ricercatori vorrebbe applicare il radiocollare. Non vi sono femmine, invece, sul territorio. 

 

"La ricerca rientra in un contesto più ampio di studi coordinati a livello europeo e volti non solo alla conservazione della specie, ma anche allo studio attento delle sue dinamiche di popolazione ed espansione ed in particolare della convivenza con l’uomo" spiegano i ricercatori del Progetto Lince Italia.

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