Orso trovato morto, ecco l'esito delle analisi sulla carcassa: "Lesioni esterne e diversi pallini da caccia conficcati nel corpo" (ma non solo)
"La radiografia total body ha fatto escludere cause di morte legate a un possibile investimento ed ha permesso anche di scartare l’ipotesi che la morte dell’animale dovuta a colpi di arma da fuoco di grosso calibro"

L'AQUILA. L'allarme era stato lanciato da alcuni escursionisti, che negli spazi del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, avevano rinvenuto la carcassa di un orso marsicano (QUI ARTICOLO).
L'animale era stato recuperato dai referenti del Parco e portato all'Istituto Zooprofilattico per accertarne le cause del decesso.
Nelle scorse ore, sono stati pubblicati sui social alcuni aggiornamenti: "Gli accertamenti proseguono a ritmo serrato per stabilire le cause di morte dell’orso - scrivono dal Parco d'Abruzzo in un post -. Tra martedì e mercoledì sono stati svolti i primi esami strumentali e le verifiche necroscopiche sulla carcassa dell’orso trovato morto domenica scorsa nella valle Carritana, in Comune di Ortona dei Marsi".
"La radiografia total body, svolta nel dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Teramo, ha fatto escludere cause di morte legate a un possibile investimento. La stessa radiografia ha altresì permesso di scartare l’ipotesi che la morte dell’animale dovuta a colpi di arma da fuoco di grosso calibro".
E proseguono: "Lo stesso esame ha messo in evidenza la presenza di una serie di pallini da caccia di piccole dimensioni sul corpo dell’animale, che non sembrano essere la causa diretta della morte dell’esemplare. Ma tutto questo potrà essere chiarito solo a seguito di ulteriori accertamenti diagnostici disposti dall’Istituto Zooprofilattico".
Dall’esame anatomo- patologico condotto dai veterinari dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo sono intanto emersi altri elementi importanti: "Il primo, molto significativo, che l’orso pesava 203 chili, che per essere la metà di aprile significa tanto in termini di dieta e disponibilità alimentare complessiva che il territorio offre agli orsi e, soprattutto, la presenza di lesioni esterne, la cui natura è in corso di accertamento".
"L’esame necroscopico ha inoltre confermato che la morte risale ad almeno 48 ore prima del ritrovamento - concludono dal Parco - fatto questo che ha determinato una situazione complessa in termini di alterazione degli organi e dei tessuti interni, quasi tutti colliquati, limitando notevolmente le possibilità analitiche. Saranno quindi necessari esami di laboratorio più approfonditi, che richiederanno alcune settimane, per arrivare a delle possibili conclusioni. Tra gli esami previsti, oltre a quelli necessari ad escludere eventuali patologie infettive, anche quelli chimici per accertare se la morte dell’orso sia stata causata dall’ingestione di sostanze tossiche".












