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| 01 mag 2025 | 09:51

Rincorso da un cinghiale, la 'folle' fuga del gatto domestico nei boschi (VIDEO): "Proteggere la natura significa custodire adeguatamente i propri amici a 4 zampe"

Il "curioso documento" è stato registrato in Appennino. La spiegazione dei referenti dell'associazione Io non ho paura del lupo: "Anche una singola specie, introdotta al di fuori del proprio contesto originario, può alterare in modo significativo gli equilibri naturali. Speriamo che questo video aiuti a capire che proteggere la natura significa anche proteggere i nostri animali domestici, custodendoli adeguatamente"

TRENTO. "Sì, avete visto bene: la creatura che si arrampica con grande agilità per sfuggire alla carica di un cinghiale...è proprio un gatto domestico". A parlare sono i referenti dell'associazione Io non ho paura del lupo, che commentano un "curioso documento, registrato in Appennino, che mostra due aspetti che contribuiscono a rendere gli ecosistemi naturali dei sistemi particolarmente complessi".

 

"In primo luogo - spiegano dall'associazione - le relazioni tra le specie non sono sempre così lineari come le immaginiamo. Animali solitamente considerati prede, ad esempio, possono all’occorrenza trasformarsi in predatori. La dieta onnivora del cinghiale è costituita per lo più da vegetali come radici, tuberi, frutti e ghiande, ma questo animale adattabile e opportunista non disdegna affatto le proteine animali, che può procurarsi sia comportandosi da spazzino (cioè nutrendosi di carogne), sia cacciando attivamente piccole prede, tra cui insetti, uova, pulli, pesci, anfibi, rettili e piccoli mammiferi come roditori o cuccioli incustoditi".

 

Allo stesso modo, animali come il gatto domestico (predatore per eccellenza) può finire per correre non pochi rischi avventurandosi in un bosco, "dove deve vedersela con lupi, volpi, rapaci e gli stessi cinghiali. La presenza del gatto in un’area boscata ci spinge tuttavia a considerare un secondo elemento di complessità, capace come pochi di rendere intricate le dinamiche ecologiche: la pressione antropica".

 

E sottolineano ancora da Io non ho paura del lupo: "La massiccia presenza di gatti domestici, randagi o lasciati liberi di vagare, rappresenta una delle principali fonti di pressione sugli ecosistemi: predatori instancabili, i gatti possono causare un drastico calo delle popolazioni locali di uccelli, rettili e mammiferi di piccola taglia - fanno sapere -. Non solo: un pericolo di cui si parla poco è rappresentato dai frequenti casi di ibridazione con il gatto selvatico (Felix silvestris), il cui patrimonio genetico rischia così di venire compromesso, come nel caso di accoppiamenti tra cani e lupi".

 

"Un chiaro esempio di come una singola specie, introdotta al di fuori del proprio contesto originario, possa alterare in modo significativo gli equilibri naturali - concludono -. Speriamo che questo video (DI SEGUITO) ci aiuti a capire che proteggere la natura significa anche proteggere i nostri animali domestici...custodendoli adeguatamente".

 

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