"Ritirate 200 licenze di caccia in un mese?", in Ticino mondo venatorio in subbuglio: "Centinaia di visori notturni vietati sequestrati dai guardiacaccia"
Nel Canton Ticino un'interrogazione depositata dai deputati Massimiliano Ay e Lea Ferrari ha denunciato il presunto ritiro di oltre 200 licenze di caccia nel solo mese di settembre a causa dell'utilizzo di apparecchi per l’osservazione notturna della selvaggina vietati in questo periodo dell'anno

BELLINZONA (Svizzera). Il mondo venatorio del Canton Ticino è in subbuglio: un'interrogazione depositata dai deputati Massimiliano Ay e Lea Ferrari (Partito Comunista) ha alimentato le polemiche nate dal presunto ritiro di oltre 200 licenze di caccia nel solo mese di settembre nel cantone svizzero.
"Ci è giunta l’informazione che in questo periodo i guardiacaccia hanno ritirato oltre 200 apparecchi per l’osservazione notturna della selvaggina - scrivono i firmatari -. A partire dal 2024, questi strumenti possono essere utilizzati durante la caccia tardo autunnale al cervo, durante la caccia invernale e durante la caccia estiva al cinghiale. Durante la caccia alta, invece, è vietato".
Molti cacciatori in Svizzera però a quanto pare hanno deciso di utilizzare questo strumento anche in settembre: "Fermati dai guardiacaccia - riprende l'interrogazione - a molti di loro sembrerebbe essere stata ritirata la patente, anche qualora non fossero stati visti a utilizzare tali apparecchi per catturare una preda. Solitamente, nel mese di settembre, l’Ufficio della caccia e della pesca ritira ogni anno una decina di patenti. Se il sequestro di 200 apparecchi per l’osservazione notturna della selvaggina dovesse comportare sempre il ritiro della patente, vorrebbe dire che, nel settembre 2025, questa misura riguarderebbe più del 10% dei cacciatori che partecipano alla caccia alta".
Ay e Ferrari chiedono quindi chiarimenti su più fronti: prima di tutto, è vero che sono state ritirate circa 200 licenze? È corretto che la sola detenzione di un visore comporti automaticamente la sospensione, senza prevedere sanzioni alternative come richiami o multe?
Le domande alle istituzioni riguardano anche le modalità dei controlli, la corretta e preventiva informazione ai cacciatori e il destino dei dispositivi sequestrati. Ma c'è anche una questione di sicurezza sollevata dai due deputati: dato che la caccia è consentita dalle 6 alle 20.30, spesso in condizioni di scarsa visibilità, perché vietare l’uso dei visori in settembre? E infine, con un numero ridotto di cacciatori, sarà comunque possibile raggiungere le quote di abbattimento previste per cervi e cinghiali?












