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Belluno
03 novembre | 20:35

La crisi climatica mette il fringuello alpino a rischio: "E' una specie bandiera per la sua fragilità e la montagna non è infinita"

La conservazione delle specie animali, come il fringuello alpino, racconta sui rischi causati dal cambiamento climatico. Un appuntamento con la ricercatrice Chiara Bettega (autrice e componente del comitato scientifico de L’AltraMontagna), la ricercatrice Alice Buhagiar (specializzata in salvaguardia della fauna selvatica, bioacustica e comportamento animale) e il ricercatore Charel Klein (fotografo naturalista)

La crisi climatica mette il fringuello alpino a rischio: E' una specie bandiera per la sua fragilità e la montagna non è
di Redazione

BELLUNO. "La tutela di una specie, un habitat o un ecosistema parte dalla passione e passa, chiaramente, per la scienza", spiega Niccolò Sovilla, portavoce della Lipu di Belluno. "Passione e scienza che si mescolano e diventano tutt’uno nella ricerca sul campo, spesso condotta dai ricercatori e dalle ricercatrici in condizioni non proprio confortevoli".

 

Tra le tante straordinarie specie animali che popolano le Alpi, l’affascinante fringuello alpino (Montifringilla nivalis), con la sua fragilità, è considerato una “specie bandiera“. Il suo stato di conservazione, infatti, racconta molto dei rischi dovuti al cambiamento climatico e alla pressione antropica legata al crescente turismo in alta montagna. L'appuntamento è previsto alle 20.30 di sabato 7 novembre all'auditorium ex chiesa di San Pietro in Borgata Garibaldi a Mel di Borgo Valbelluna. L'ingresso è gratuito.

A parlare del fringuello alpino, di dove abita e di come proteggerlo assieme alle altre specie che popolano le nostre vette saranno la ricercatrice Chiara Bettega (autrice e componente del comitato scientifico de L’AltraMontagna), la ricercatrice Alice Buhagiar (specializzata in salvaguardia della fauna selvatica, bioacustica e comportamento animale) e il ricercatore Charel Klein (fotografo naturalista).

 

"Sarà una serata d'eccezione, con ospiti internazionali e patrocinata dal Comune di Borgo Valbelluna, dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e dall'Università delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna", aggiunge Sovilla. "Un evento a cui teniamo moltissimo e che attendiamo con impazienza, perché unisce l'ornitologia, tema centrale per la Lipu, alla riflessione su cambiamento climatico e pressione antropica".

 

Argomento, il cambiamento climatico, che proprio nella nostra provincia è recentemente stato al centro di un forte dibattito circa la distribuzione nelle scuole, da parte del Comune di Belluno, di opuscoli "negazionisti", con la giustificazione della "pluralità delle opinioni".

 

"Gli scienziati lo dicono forte e chiaro: il cambiamento climatico procede a ritmi senza precedenti a causa dell'azione dell'uomo. La montagna non è infinita: la sopravvivenza di specie come il fringuello alpino, che 'scappano' sempre più in alto fino a quando il territorio a loro disposizione non sarà terminato, viene messa a dura prova. Ad aggravare la situazione il sommarsi, all'aumento delle temperature, dello sfruttamento irresponsabile della montagna a fini turistici e sportivi. Non voler riconoscere il ruolo dell'essere umano in tutto ciò è un modo come un altro per nascondere la testa nella sabbia", conclude Sovilla.

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