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Trento
03 settembre | 14:49

"Volevano attirare i lupi vicino alle persone per alimentare paura e odio?", Enpa sulla carcassa abbandonata vicino alla ciclabile: "L'autore dei reati venga identificato"

Il commento dell'associazione animalista Enpa del Trentino sul ritrovamento di una carcassa di camoscio macellata abbandonata nel bosco a pochi metri dalla ciclabile in Val di Fiemme: "Le modalità e il luogo scelto fanno propendere per un’ipotesi inquietante: i resti della macellazione sono stati lasciati in quella zona volontariamente"

"Volevano attirare i lupi vicino alle persone per alimentare paura e odio?"
di Redazione

TRENTO. Un atto illecito pericoloso, che apre a scenari persino inquietanti: questo il commento dell'associazione animalista Enpa del Trentino, che per voce della presidente della sezione di Rovereto Ivana Sandri è intervenuta sul ritrovamento di una carcassa di camoscio macellata abbandonata nel bosco a pochi metri dalla ciclabile in Val di Fiemme (qui l'articolo). 

 

Il punto di partenza, la condanna dell'episodio, è quasi scontato: è infatti severamente vietato gettare le carcasse nei boschi, nei terreni o nei cassonetti dei rifiuti urbani, poiché costituisce un grave reato e un'emergenza igienico-sanitaria

 

"Ma le modalità e il luogo scelto in questo caso - scrive Enpa - fanno propendere per un’ipotesi ancora peggiore: i resti della macellazione sono stati volontariamente lasciati nella zona del Lago di Tesero, nei pressi della pista ciclo-pedonale, in un luogo frequentatissimo da sportivi, turisti, famiglie con bambini piccoli, che rimarrebbero comprensibilmente sconvolti alla vista macabra degli animali uccisi. È impensabile che un cacciatore, quindi si presume un abituale frequentatore della zona, possa aver compiuto questo atto vergognoso soprappensiero, senza rendersi conto delle conseguenze. Infatti le associazioni dei cacciatori tengono a precisare che chi esercita la caccia alla fauna selvatica (ci viene difficile riconoscere come attività ricreativa, divertimento o piacere, l’atto di togliere la vita ad esseri senzienti) devono avere una approfondita conoscenza sia del territorio che delle norme che riguardano l’intero processo che riguarda l’uccisione degli animali".

 

"Non solo - rincara la dose l'associazione -, l’obiettivo di questo può essere ancora più grave: attirare il più vicino possibile alle persone i lupi, in modo da alimentare l’allarme sociale, con l’intento palese di suscitare sentimenti di paura e odio verso questi animali. A nostro parere si tratta di un reato che gli organi competenti dovranno perseguire, identificando l'autore e segnalandolo alla magistratura. Inoltre è altrettanto inquietante il rinvenimento di un animale scuoiato, in base alle dimensioni forse un mustelide (tasso, martora, faina, ecc.). Chiediamo che venga identificato con sicurezza, per accertare l’eventuale reato di bracconaggio, qualora appartenga ad una specie protetta o comunque non cacciabile".

 

Secondo Enpa, non si tratta di una "prima volta": "In Val di Fiemme in passato erano già stati rinvenuti i resti di animali macellati e qualcuno aveva già segnalato la presenza di 'carnieri'. Oggi sembrano tessere di una stessa strategia, che mira a demolire ogni sforzo verso la corretta e auspicabile convivenza fra uomo e fauna selvatica: il tutto unito ad un messaggio di impunità. Ma siamo certi che, con l’approfondita conoscenza del territorio, gli agenti del Corpo forestale provinciale sapranno agire come necessario a tutela dell’ambiente e delle persone, contro chi ha compiuto in una sola volta tutta una serie di reati che avrebbero potuto causare conseguenze ben più gravi agli abitanti e ai frequentatori della zona e che potrebbe causare conseguenze negative alle famiglie di lupi presenti in Val di Fiemme, anch’essi vittime predestinate delle sue azioni".

 

"Pertanto chiediamo ai forestali di agire con sollecitudine, per assicurare alla giustizia l’autore dei reati: Enpa procederà per le vie legali, contro chi viola le leggi a protezione dell’ambiente e della biodiversità, ma anche per tutelare la serena frequentazione del territorio da parte delle persone", conclude l'associazione. 

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