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| 01 apr 2017 | 16:04

Il direttore della Cantina Toblino Carlo De Biasi ai vertici de ‘Lien de la Vigne’

Trentino doc andrà ad affiancare l'australiano Peter Hayes per dirigere l'associazione fondata nel 1992, con sede a Parigi, sorta per occuparsi di strategie vitivinicole a livello internazionale.

A destra Carlo De Biasi

PARIGI. Un trentino ai vertici de ‘Lien de la Vigne’ associazione fondata nel 1992, con sede a Parigi, sorta per occuparsi di strategie vitivinicole a livello internazionale. Nella sua assise del 31 marzo ’17 sono stati rinnovati i vertici. Ad affiancare Peter Hayes, australiano, è stato chiamato Carlo De Biasi, trentino doc, laurea in agraria, attualmente direttore della Cantina di Toblino, per anni dirigente di aziende enologiche in Veneto e alcune regioni del sud Italia. E' la prima volta che un italiano viene nominato ai vertici dell’associazione.

 

‘Lien de la Vigne’ riunisce 106 membri e 250 associati di 25 nazionalità diverse. Il collegio scientifico è composto tra gli altri dall’INRA di Bordeaux, Montpellier, Anger, Colmar, dall’Università di Poitiers, Paris Sud, Università di Lisbona , Università della Rioja, Milano e Verona (I), Dijon, Cornell e Davis (USA), dalla stazione di ricerca di Geilweilerhof (D) e ChanginsAgroscope (CH), dall’ADVID (P), Australian Governement - Grape Wine Research Development Corporation (AUS), l’American Vineyard Foundation (USA), dal Centro Interprofessionale della Champagne (CIVC), Cognac (BNIC), Interloire, nonché da InstitutFrançais de la Vigne et du Vin (IFV).

 

Il collegio professionale è garante della indipendenza dell’associazione nel definire le misure prioritarie per il settore ed è composto fra gli altri da Schenk (CH), Freixenet, Torres (ESP), Amorim (P), Robert MondaviWinery, E.&J. GalloWinery, ForceA, Fruition Science (USA), Hennessy, Moët&Chandon, Rémy Cointreau, Vaslin-Bucher, Rémy Martin, Pernod Ricard, Roederer (F), Bolla, Zonin1821, Ruffino, Vivai Cooperativi Rauscedo e Antinori (I), Gusbourne (GB).

 

La nomina di Carlo De Biasi è dunque un significativo risultato del comparto vitivinicolo nazionale e in primis del vino delle Dolomiti.

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