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L'orso? Attestato di qualità per il Trentino

Per i turisti un'attrazione turistica. Dallapiccola: "Rappresenta un attestato di qualità straordinario per l'ambiente trentino e deve spingerci a continuare a coltivare questa convivenza"

Dallapiccola e Groff
Pubblicato il - 06 agosto 2016 - 12:33

TRENTO - “La presenza dell'orso sulle nostre montagne è un attestato di qualità per l'ambiente trentino”. Ad affermarlo è stato l'assessore provinciale Michele Dallapiccola intervendo alla serata informativa sull'orso che è stata organizzata a Candriai alla quale ha partecipato anche Claudio Groff del settore Grandi carnivori della Provincia.

 

Nel corso della serata, che ha visto una numerosa partecipazione di pubblico, è stata descritta al presenza dell'orso sul nostro territorio. Nell’ultimo triennio la popolazione di orsi è risultata fondamentalmente stabile, attorno alla cinquantina di esemplari, a fronte invece di una crescita costante dal 2002 al 2012 (tasso medio di crescita del 17,3% annuo sulla popolazione minima certa in quel periodo).

 

La presenza dell'orso sul territorio sembra essersi quindi stabilizzata. "Questo rappresenta un attestato di qualità straordinario per l'ambiente trentino - ha sottolineato l'assessore all'agricoltura e turismo Dallapiccola - e deve spingerci a continuare a coltivare questa convivenza, pur se consapevoli dei suoi aspetti delicati”.

 

Alcune abitudini, ha spiegato l'assessore devono necessariamente cambiare. Per quanto riguarda gli escursionisti, il primo accorgimento è quello di fare rumore, affinchè l'orso si avveda della presenza dell'uomo e scappi. Maggiore attenzione deve prestare chi ha del bestiame. Una normale recinzione non basta a tenere lontano il predatore, anzi, può facilitargli il compito. E' necessario pertanto chiudere gli animali nella stalla, ad eccezione dei bovini, a sera, o dotarsi di recinzioni elettriche.

 

“Capiamo – ha affermato Dallapiccola - che ciò possa provocare irritazione e anche preoccupazione. Tuttavia dobbiamo essere in grado di valutare le opportunità che questa convivenza crea. Ed anche andare un po' orgogliosi di essere a tutti gli effetti i custodi dell'orso in questa parte dell'arco alpino". Fra le opportunità maggiori, quelle legate al turismo. Se da un lato un grossa percentuale di trentini teme l'orso, i turisti sembrano invece interessati a conoscere l'animale, e ovviamente, se possibile, a vederlo.

 

Proprio per questo, è stato spiegato nel corso della serata informativa a Candriai, quest'anno la Provincia, assieme a Trentino Marketing, ha "spinto" la promozione del territorio proprio in direzione dell'ambiente. Sono allo studio modalità che consentano l'osservazione dell'animale, da appositi punti di osservazione, in tutta sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

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