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''Dove bisogna stare'', quattro donne italiane condividono il destino del mondo

Tra di loro hanno qualcosa in comune: fermarsi in un luogo per condividere storie di accoglienza al di fuori delle istituzioni
DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 27 gennaio 2019

Insegna arte al Bonporti con chaplin nel cuore

TRENTO. Prendersi cura degli altri per occuparsi del futuro. Sembra una frase fatta, ma è il senso che vuole dare il documentario “Dove bisogna stare”. Produzione indipendente “ZaLab”, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, regia di Daniele Gaglianone, scritto con Stefano Collizzolli. Quest’ultimo, padovano di origini trentine, è un formatore di video partecipativi, in Palestina, Tunisia, Senegal ad esempio.

 

Gaglianone, classe ‘66, marchigiano di nascita, torinese di formazione, è un regista più volte premiato anche nei festival (questo lavoro ha vinto il premio collaterale al Torino Film Festival 2018). Il regista alterna lungometraggi di finzione, come “La mia classe”, un maestro insegna l’italiano agli extracomunitari a Roma Torpignattara, a documentari d’inchiesta, come questo ultimo - decisamente coinvolgente - suo lavoro.

 

Le protagoniste sono quattro donne. Georgia, segretaria a Como, collabora in un accampamento di 100 migranti che cercano di passare le frontiere svizzere ormai chiuse. Lorena, psicoterapeuta pensionata di Pordenone, aiuta gli esuli accampati in dimore improvvisate e porta loro le medicine. Sono più di 10.000 i profughi senza fissa dimora in Italia nel 2017 (ora molti di più), bisognosi di cure e medicinali. Elena, lavora a Bardonecchia e vive a Oulx tra i monti dell’alta Val d’Aosta. Poi Jessica, studentessa a Cosenza, ventun’anni, si dedica anima e corpo alla gestione ‘antagonista’ di una casa occupata, ospitando profughi e cercando di dare loro delle regole di comportamento.

 

Le quattro donne hanno qualcosa in comune: fermarsi in un luogo per condividere storie di accoglienza al di fuori delle istituzioni. Così s’incontreranno soltanto idealmente nel documentario per unirsi in un finale condiviso.

Storie di drammi vissuti e malessere. “C’è ostilità tra la gente per quello che viene fatto in questi centri o vogliono farcelo credere?” dice Gaglianone. Si vuole cercare, attraverso le riflessioni individuali delle protagoniste, una differente prospettiva per rendere migliore la nostra società.

 

Per un futuro migliore. Dove tutti dignitosamente possano avere un luogo dove realizzare i propri sogni. Il documentario è legato ad un tour di proiezioni, evento in tutto il territorio nazionale.

 

A Rovereto c’è stata la proiezione venerdì 25 gennaio, all’auditorium Melotti per la rassegna “Cinema Presente”, a Trento al Cinema Astra sabato 26 gennaio, ore 21, alla presenza di Daniele Gaglianone,Stefano Collizzolli, Lorena, una delle quattro donne protagoniste, assieme ad una medico di Medici senza Frontiere, per spiegare il progetto e coinvolgere gli spettatori. Obiettivo pienamente raggiunto: sold out e grande interesse nel dibattito in platea.

 

Il documentario sarà riproposto lunedì 28 e martedì 29 gennaio al cinema Astra di Trento. Poi a metà marzo a Riva del Garda e Tione.

 

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