Palazzo delle Albere si risveglia e racconta l'artista Riccardo Schweizer, un cacciatore di passioni

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore
Palazzo delle Albere si risveglia. E accoglie la mostra “Riccardo Schweizer-100 anni di colore, forma e libertà”.
Il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea che nasce proprio nella villa - fortezza del XVI secolo delle Albere nel 1981, ci rivela un artista a tutto tondo.
A 100 anni dalla nascita, a Mezzano nel Primiero, circa cento opere (dal 1954 al 2003) provenienti da collezioni pubbliche e private dialogano con le sale rinascimentali.
La mostra curata da Margherita de Pilati, con Denise Bernabè si sviluppa in sezioni tematiche: confronti, bianconero, scultura, design, architettura, “Ristorante da Silvio”.

Un personaggio del ventesimo secolo Schweizer, internazionale ed attaccato al suo territorio. Innumerevoli le tecniche: pittura, scultura, decorazione, ceramica, design, architettura; grazie a stimoli ricevuti da artisti come Pablo Picasso, Marc Chagall, Le Corbusier ricevuti in città come Venezia, Nizza, Cannes, Antibes, Parigi il suo stile spazia dal Cubismo al Surrealismo. La conoscenza dettagliata dei materiali lo porta a progettare oggetti design.

La scultura, considerevole per le sue tematiche, viene approfondita in Costa Azzurra negli anni Cinquanta e Sessanta, nella Fucina degli Angeli di Egidio Costantini a Venezia e nell’ atelier dell’amico Roger Capron a Vallauris.

Un’eleganza che esplode quando progetta e realizza il “Ristorante Da Silvio”, a San Michele all’Adige nel 1978. Un luogo totalmente ideato dall’artista dalla pavimentazione, ai bagni. Ambienti senza tempo, nonostante rappresentino un periodo storico: la cabina telefonica che primeggia all’ingresso ne è una testimonianza.
La visione innovativa, come incessante sperimentatore, si concretizza nella realizzazione della cucina perfettamente funzionale ancor oggi, dal pannello decorativo “Grande mensa” in sala, all’affresco “Suite ecologica”. La famiglia Manna, proprietaria e gestrice del ristorante, ha accettato la sfida innovativa di Schweizer, apprezzando il suo lavoro che, come i grandi vini, si mantiene integro nel tempo.
Tante le donne che lo hanno ispirato, soggetti per lui di rilevante attenzione, come la moglie Dina che primeggia nei quadri esposti.
“L’arte è libertà e ricerca. Libertà dagli schemi. Ricerca in mondi inesplorati. In arte tutto è stato fatto. In arte tutto è ancora da fare. Tutto mi interessa dell’immagine tutto della storia dell’arte, anche dell’arte non considerata storia. Niente è privo di interesse meno le cose fatte per interesse”. E’ il chiaro pensiero dell’artista.
Una vita artistica dedicata al lavoro, alle sue radici, all’amore. Il ricco e dettagliato catalogo racchiude la poetica di Schweizer, interessanti le rivelazioni della figlia Monica.
"Riccardo Schweizer 100 anni di colore, forme e libertà". Dal 29 novembre al 1marzo 2025 - Trento - Palazzo delle Albere.












