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Gesù salì sul monte: ''Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento''

Questo lungo insegnamento del Rabbì Gesù segue direttamente il “Discorso della Montagna”, con le beatitudini, e il pronunciamento riguardante i discepoli come “sale della terra”. In via preliminare va ricordato che il vangelo secondo Matteo era per lo più destinato ad un pubblico di ebreo-cristiani, per questo i riferimenti all'ebraismo sono molteplici e non vengono spesso spiegati dal narratore
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Di Alessandro Anderle - 15 febbraio 2020

Laureato in Filosofia e laureando in Scienze Religiose. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni,

Mt 5,17-37 [In quel tempo] vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "Sì, sì", "No, no"; il di più viene dal Maligno".

 

Questo lungo insegnamento del Rabbì Gesù segue direttamente il “Discorso della Montagna”, con le beatitudini, e il pronunciamento riguardante i discepoli come “sale della terra”. In via preliminare va ricordato che il vangelo secondo Matteo era per lo più destinato ad un pubblico di ebreo-cristiani, per questo i riferimenti all'ebraismo sono molteplici e non vengono spesso spiegati dal narratore.

 

Per prima cosa un chiarimento sulla “Legge ed i Profeti”. Con il termine “Legge” si intendono gli insegnamenti ricevuti da Mosè sul monte Sinai (che non si riducono ai Dieci Comandamenti), cioè il corpus della Torah – il libro sacro per l'ebraismo, che coincide con il nostro Pentateuco (i primi cinque libri della Bibbia) e che viene letto incessantemente ogni Sabato in sinagoga. Ebbene, il Rabbì Gesù afferma di non essere venuto ad abolire la Torah, ma a portarla a compimento (la “iota” è la lettera più piccola nell'alfabeto ebraico). Ma che cosa intende per compimento? Non si tratta certamente di espandere la Torah, ma di darne la giusta interpretazione – questione vitale anche per il mondo rabbinico contemporaneo. Il compimento inteso da Gesù consiste nell'integrazione del comandamento dell'amore, oppure, meglio, esso consiste nell'assumere il comandamento dell'amore come chiave interpretativa alla cui luce leggere, appunto, la Torah.

 

L'insegnamento di Gesù prosegue, si potrebbe dire, con degli esempi: come applicare concretamente il criterio interpretativo dell'amore? Ad esempio applicandolo al comandamento che vieta di uccidere, il quale assume una valenza nuova: non solo “non uccidere”, ma non adirarti nemmeno con tuo fratello. Allo stesso modo non insultarlo, e non presentarti nemmeno al cospetto del Signore, se prima non sei in pace con il tuo prossimo. La stessa cosa vale per il comandamento dell'adulterio: se ami il tuo prossimo, rispetta anche la sua relazione nei pensieri.

 

In ultimo, Gesù commenta il comandamento riguardante il falso giuramento: non giurare nemmeno, poiché sei un essere umano e non hai il controllo nemmeno suoi tuoi capelli. Chi ama è retto, non ha bisogno di giuramenti che avvallino il suo parlare ed il suo agire – che, solitamente, vengono “dal maligno”. Chi ama è semplice: "Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”".

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