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Il riscatto della laurea ordinario per gli inoccupati è agevolato, ecco tutto quello che c'è da sapere

L'istituto consente al laureato di riscattare il periodo degli studi universitari, al fine di aumentare la propria contribuzione utile al diritto e al calcolo per l’importo delle prestazioni pensionistiche previste nel proprio regime contributivo obbligatorio
DAL BLOG
Di Alessandro Micheli - 25 settembre 2019

Consulente previdenziale e assicuratore

Il riscatto della laurea rappresenta una operazione di riscatto dei contributi che permette di ottenere a proprie spese il riconoscimento di periodi che risultano previdenzialmente scoperti.

 

Questo istituto consente al laureato di riscattare il periodo degli studi universitari, al fine di aumentare la propria contribuzione utile al diritto e al calcolo per l’importo delle prestazioni pensionistiche previste nel proprio regime contributivo obbligatorio.

 

Prima di analizzare le varie forme di riscatto della Laurea (tradizionale, inoccupati, e il nuovo riscatto agevolato previsto dal Decreto Legge 4/2019) vediamo quali sono le linee generali per l’esercizio di questa facoltà:

  • E’ possibile riscattare solo gli anni del corso legale di studi relativo alla Laurea, Lauree Brevi e titoli di studio ad essi equiparati
  • I dottorati di ricerca
  • I periodi riscattabili non devono essere coperti da nessuna forma di contribuzione

E’ importante evidenziare che non sono periodi riscattabili gli anni fuori corso o quelli coperti da contribuzione obbligatoria :

 

Anna si iscrive alla Facoltà di giurisprudenza ( durata del corso legale di studi 5 anni) nel 1998 e si laurea fuori corso nel 2005. Nel frattempo nel 2002 viene assunta regolarmente part time come impiegata in uno studio legale). Nel 2019 Anna decide di valutare il riscatto del titolo accademico. Quanti anni e quali anni potrà riscattare?

La durata legale del corso di studi è di 5 anni, per cui in questo esempio Anna avrebbe dovuto concluderlo nel 2003. Pur rimanendo iscritta in questa Facoltà fino al conseguimento (fuori corso di due anni) della laurea nel 2005, Anna puo’ riscattare solo 5 anni cioè quelli corrispondenti al corso di studi ordinario. Ma in quest’esempio lei inizia a lavorare come dipendente un anno prima della conclusione del ciclo ordinario di studi nel 2002, ed essendo questo periodo coperto da contribuzione obbligatoria tale periodo non è riscattabile. Anna potrà riscattare invece un massimo di 4 anni, quelli non coperti da contributi.

 

Vediamo ora le tipologie di riscatto e le caratteristiche:

 

RISCATTO ORDINARIO

Questa forma di riscatto è accessibile a tutti gli iscritti a una gestione Inps: Fondo pensione lavoratori dipendenti, Gestione Commercianti, Gestione Artigiani, Gestione Coltivatori diretti, Gestione Separata.

 

Particolarità della Gestione Separata Inps è quella di poter permettere il riscatto solo per periodi di corso di studi successivi al 31 marzo 1996, data di istituzione di questa gestione. E’utile ricordare che tale gestione è stata istituita dall’Inps nel 1996 come gestione nel quale far confluire i contributi di quelle figure che non avevano obbligo di iscrizione in una gestione o in una cassa professionale. Ad esempio fino al 1996 gli amministratori di società o alcune professioni che non avevano una cassa di riferimento (es. amministratori di condominio) non avevano la possibilità di versare i propri contributi e di conseguenza di maturare una pensione.

 

ONERE DEL RISCATTO

L’onere del riscatto nella forma tradizionale si basa sulla collocazione temporale del periodo da riscattare.

Se i periodi da riscattare sono antecedenti al 31/12/1995 quindi in un periodo dove vigeva il calcolo retributivo l’onere sarà calcolato con il metodo della riserva matematica.

Sei i periodi da riscattare sono successivi al 01/01/1996 quindi in un periodo dive vige il sistema contributivo l’onere sarà calcolato con il metodo a percentuale.

Se i periodi da riscattare si collocano precedentemente e successivamente le due date l’onere sarà calcolato con il sistema misto (parte con la riserva matematica fino al 31/12/1995, parte a percentuale dal 01/01/1996).

 

Esempio: Mario si è iscritto alla Facoltà di Sociologia ( durata del corso 5 anni) nel 1993 e si laurea regolarmente nel 1998. In questo caso se volesse riscattare tutti i 5 anni l’onere sarebbe così suddiviso:

  • anni dal 1993 al 1995 a riserva matematica
  • anni dal 1996 al 1998 a percentuale

Vediamo ora la differenza il calcolo dell’onere con la riserva matematica e quello a percentuale.

 

L’onere del riscatto con la riserva matematica (periodi ante 31/12/95) sarà riferito a un valore generato dall’incremento prodotto dal riscatto sulla pensione liquidata. Il beneficio ottenuto sarà moltiplicato per un coefficiente variabile in base all’età e al sesso del riscattante.

 

La formula:

 

Molto più semplice il calcolo dell’onere del riscatto per i periodi coincidenti con il regime di calcolo contributivo (post 1996).

 

Una particolare attenzione va posta per quei lavoratori che al 31/12/1995 avevano maturato una anzianità pari o superiore a 18 anni. Per loro il calcolo dell’onere del riscatto segue quello per il calcolo della pensione. Questi lavoratori per effetto della Riforma Fornero avranno un calcolo della pensione misto ( quota retributiva fino al 31/12/2011 quota contributiva dal 01/01/2012), per cui il periodo di riscatto soggetto al calcolo con la riserva matematica arriverà fino al 31/12/2011.

 

L’onere per il pagamento del riscatto è totalmente deducibile con un beneficio pari all’intera aliquota Irpef marginale.

Il pagamento può avvenire o in un’unica soluzione o in 120 rate mensili senza interessi aggiuntivi.

 

IL RISCATTO DELLA LAUREA TRADIZIONALE PER GLI INOCCUPATI

Acconto alla forma tradizionale di riscatto dal 1 gennaio 2008 il riscatto della laurea è possibile anche per i lavoratori che non abbiano mai lavorato (c.d inoccupati) il cui onere è calcolato in modo forfettario.

In questo caso l’onere è determinato da una aliquota predeterminata pari all’aliquota contributiva della gestione INPS lavoratori autonomi (artigiani e commercianti) in vigore al momento della domanda per il 2019: 15.878 euro per ciascun anno da riscattare.

 

Esempio: Euro 15.878,00 X 33% = Euro 5.239,74 costo per ogni anno da riscattare.

 

Anche in questo caso il pagamento può avvenire o in un’unica soluzione o in 120 rate mensili senza nessun interesse.

Fiscalmente è prevista una detrazione di imposta del 19% del costo sostenuto a favore del soggetto a cui risulta essere fiscalmente a carico.

 

Marco 26 anni si laurea nel 2019 in Lettere e Filosofia ( durata del corso 4 anni) e risulta fiscalmente a carico del padre. Decide di riscattare subito il titolo conseguito prima di entrare nel mondo del lavoro.

Il costo da sostenere sarà pari a 5.293,74 euro per ciascun anno per un onere complessivo di Euro 20.958,96.

Ipotizzando una rateazione in 120 mesi (10 anni) l’onere annuo di 2.095,90 euro potrà essere detratto dal reddito del padre per il 19%, ovvero un risparmio di imposta pari ad Euro 398,221 ogni anno.

 

IL RISCATTO DELLA LAUREA AGEVOLATO ( D.l 4/2019)

Il Decreto Legge 4/2019 ha introdotto alcuni provvedimenti in via sperimentale valide nel triennio 2019 - 2021 (Quota 100 in primis) tra cui una nuova modalità di riscatto che affianca le due precedenti.

Il riscatto agevolato inizialmente era previsto per le persone fino a 45 anni poi con successiva modifica è stato esteso senza limite anagrafico.

A differenza delle altre due modalità sopra descritte il riscatto agevolato D.L 4/2019 può interessare solo periodi successivi al 01/01/1996.

Il costo è determinato da un contributo per ogni anno da riscattare pari all’aliquota deli lavoratori dipendenti (33%) sul minimale dei lavoratori autonomi ( per il 2019 pari ad Euro 15.878,00) ovvero Euro 5.239,74.

Il pagamento potrà essere rateizzato fino a 60 mesi e fiscalmente l’onere del costo potrà essere detratto :

  • per il 50% del costo sostenuto se il richiedente è titolare di reddito da lavoro
  • per il 19% del costo sostenuto se il richiedente non è titolare di reddito da lavoro

CONSIDERAZIONI GENERALI SULL’ UTILITA’ DEL RISCATTO DELLA LAUREA

Tenendo presente che ogni situazione previdenziale è soggettiva, in linea generale possiamo osservare che l’esercizio di questo istituto può essere utile in questi casi.

  • per raggiungere il requisito minimo contributivo per la pensione di vecchiaia ( 67 anni con 20 anni di contribuzione minimi) che altrimenti non maturerebbe
  • per raggiungere il diritto per maturare la pensione anticipata ( 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne)
  • se si ha iniziato a lavorare dopo il 31/12/1995, per aumentare il montante contributivo si otterrà un assegno maggiore tenendo anche conto delle agevolazioni fiscali per il sostentamento dell’onere.
  • Per i lavoratori che al 31/12/1995 non avessero maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni. Esercitando il riscatto potrebbero allungare la loro quota retributiva valida per il calcolo della pensione fino al 31/12/2011 anziché fermala al 31/12/1995.
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